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San Felice sul Panaro: inaugurato nuovo centro di comunità

L'inaugurazione della struttura edificata da Caritas italiananella giornata di domenica 30 giugno al civico 192 di via Canalino, negli spazi attigui all'oratorio Don Bosco

L'interno del Centro di Comunità di San Felice

“Questo è per noi un momento di forza, di fiducia e di speranza per il cammino futuro che ci attende e per il quale ringraziamo Caritas italiana, presente qui con il direttore don Francesco Soddu, e i delegati delle diocesi del Triveneto e di Forlì-Bertinoro”. Con queste parole il parroco di San Felice sul Panaro, don Giorgio Palmieri, ha accolto in mattinata le autorità e i numerosi parrocchiani che hanno partecipato all'inaugurazione del Centro di comunità costruito da Caritas italiana negli spazi attigui all'oratorio Don Bosco, in via Canalino 912. La struttura, un modulo del tutto simile a quelli che Caritas italiana ha già realizzato anche nelle altre diocesi colpite dal sisma del 20 e 29 maggio scorso, è destinata ad ospitare le attività e le iniziative della comunità parrocchiale sanfeliciana, una delle più duramente colpite dal terremoto di oltre un anno fa: dell'antica chiesa parrocchiale, nel centro storico del paese, rimangono in piedi, ad esempio, solamente la parte inferiore della facciata e i muri perimetrali; tutto il resto, campanile compreso, è crollato e l'edificio è stato classificato tra quelli per i quali non è prevista la ricostruzione.

“Per noi – ha detto il sindaco di San Felice Alberto Silvestri intervenuto all'inaugurazione – è importante ricostruire case e rimettere in piedi gli edifici,ma non dimentichiamo spazi come questo, necessari per la socializzazione e per ricostruire fili di comunità”. Prima della benedizione dei locali e del taglio del nastro anche l'arcivescovo di Modena-Nonantola mons. Antonio Lanfranchi ha parlato della struttura come segno di speranza collocandola su due linee del cammino compiuto della comunità sanfeliciana dal maggio dello scorso anno fino ad oggi: “quella della ricostruzione materiale, che ha fatto sorgere, dopo l'illusione di poter ricostruire in fretta, la virtù della pazienza, con la consapevolezza che i traguardi si raggiungono insieme ai segni di speranza. Poi - ha aggiunto mons. Lanfranchi – la seconda linea; quella del lavoro di ricostruzione delle ferite del cuore, meno visibili ma non meno profonde delle prime. Oggi usufruiamo qui dell'amore di tante persone che si sono messe a disposizione e questo Centro di comunità si mette a sua volta a disposizione dell'intera comunità per creare quei legami buoni che aiuteranno a guardare avanti e a  tracciare i solchi del cammino che abbiamo davanti riempendoli di speranza”.

Terminata la visita ai locali, la celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo nell'area dell'Oratorio don Bosco ha preceduto l'aperitivo a conclusione della mattinata. Dopo le scosse dello maggio 2012 in  Emilia, la pronta mobilitazione della rete Caritas – e i 3 milioni di euro subito stanziati dalla  Conferenza Episcopale Italiana in fase di emergenza - hanno consentito risposte ai  bisogni immediati, attivando anche significative esperienze di gemellaggi. A seguito poi della raccolta in tutte le parrocchie del 10 giugno 2012, sono state di  circa 10 milioni di euro le offerte pervenute a Caritas Italiana che, d’intesa con le realtà colpite, ha avviato la realizzazione di 17 Centri di comunità: strutture  polifunzionali per attività, liturgiche, sociali e ricreative; spazi comuni per incontri, catechesi e iniziative tese a riaggregare e  rafforzare il tessuto sociale.  Sono 10 i Centri di comunità finora inaugurati, 6 nell'arcidiocesi di Modena-Nonantola: oltre a quello di S.Felice inaugurato oggi, sono stati localizzati a Stuffione, Medolla, Solara, Cavezzo e S.Prospero; una struttura analoga ai Centri di comunità, anche se non realizzata da Caritas italiana, è stata inaugurata di recente pure a Massa Finalese.

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