Cerimonia a Palazzo Ducale, l'Accademia Militare festeggia i 70 anni a Modena

Ha avuto luogo ieri mattina la cerimonia per la celebrazione del settantesimo anniversario dell’insediamento ufficiale dell’Accademia Militare nel Palazzo Ducale di Modena

Dopo gli eventi dell’8 settembre 1943, l’attività formativa a favore degli Ufficiali dell’Esercito riprese a Lecce il 5 aprile del 1944, con la costituzione di un “Comando Speciale Regie Accademie Militari”. Il 1° dicembre 1945 l’Istituto assunse la denominazione di “Regia Accademia Militare” modificata il 19 giugno dell’anno successivo in “Accademia Militare”, a causa della trasformazione istituzionale da Monarchia a Repubblica. Il 15 ottobre 1947, la neo costituita Accademia Militare si insediava nella sede del Palazzo Ducale di Modena; il 4 novembre dello stesso anno l’Istituto ricevette in consegna la nuova Bandiera, in sostituzione di quella già dell’Accademia di Fanteria e Cavalleria.

L’inaugurazione ufficiale della nuova sede dell’Accademia Militare ebbe luogo l’8 dicembre 1947 con l’intervento dell’allora Capo Provvisorio dello Stato, On. Enrico De Nicola che, in tale circostanza, consegnò in Piazza Roma alla città di Modena la Medaglia d’Oro al Valor Militare, di cui è insignito il Gonfalone.

Alla presenza delle massime Autorità cittadine, di ex Comandanti e di circa duecento cittadini che, sfidando il freddo e la pioggia, hanno voluto così dimostrare i sentimenti di affetto e vicinanza di Modena verso la “sua” Accademia Militare, il Generale di Brigata Stefano Mannino, Comandante dell'Istituto, nel suo discorso ha sottolineato come "a distanza di settant'anni siamo oggi qui convenuti per ricordare l’alto significato storico, etico e morale di quel lontano 8 dicembre del 1947, ma anche per rendere omaggio a quanti, militari e civili, con il loro impegno e sacrificio hanno permesso il ritorno dell’Accademia nella sua storica sede. Infine, per presentare alle nuove generazioni, ai nostri giovani, un’ulteriore testimonianza storica affinché abbiano ben chiaro quanti sacrifici siano stati fatti e quanto sangue sia stato versato nel lungo cammino che ha portato all’Italia democratica di oggi.

Da quel lontano 8 dicembre 1947 molti sono stati gli accadimenti geopolitici, taluni epocali, che hanno contrassegnato la storia del nostro Paese e del mondo intero. Si è passati dai grigi anni del dopoguerra a quelli fiorenti della ripresa economica, dal periodo della guerra fredda alla caduta del Muro di Berlino, dalla costituzione dell’Unione Europea ai duri “anni di piombo” del terrorismo, dall’attacco alle torri gemelle alle attuali minacce portate alla convivenza democratica. Fatti e accadimenti che hanno determinato, nel tempo, una continua e profonda rivisitazione e trasformazione delle nostre Forze Armate in tutte le sue declinazioni: dalla componente organizzativa a quella operativa, da quella logistica a quella infrastrutturale, da quella formativa a quella addestrativa, imprimendo sempre più una connotazione interforze, multinazionale, multidimensionale e multidisciplinare allo strumento militare. Una continua trasformazione che ha permesso alle Forze Armate di mantenere il passo con i tempi. Un processo di adattamento alla realtà circostante che non ha escluso neppure l’Accademia Militare.

Un’Accademia oggi profondamente cambiata rispetto al passato; un’Accademia che ha saputo rinnovare significativamente la propria offerta formativa; un’Accademia da tempo aperta al mondo femminile così come a quello internazionale; sono infatti ben quarantanove le Allieve Ufficiali che oggi frequentano questo Istituto e ben trentotto gli studenti stranieri, provenienti da dodici Paesi alleati ed amici". Tra i numerosi ex Allievi che hanno voluto condividere questo momento di alto valore storico, etico e morale, anche il Generale Sergio Fantoni, classe 1926, già Allievo Ufficiale del 4° Corso, uno dei centoquarantotto frequentatori che il 10 gennaio 1948 varcarono il portone di Piazza Roma per la frequenza del primo Corso ordinario dopo il ritorno a Modena dell’Accademia Militare, salutato dal Generale Mannino con queste parole: " Il Generale è qui oggi per portarci la sua preziosa testimonianza e per rinnovare la vicinanza sua e quella dei suoi colleghi del 4° Corso alle nuove generazioni di Ufficiali. La sua presenza rappresenta per noi tutti un ammirevole esempio di coesione e di attaccamento all’Istituzione militare, nel solco delle tradizioni di questa Accademia, sapientemente racchiuse in una sola frase, il nostro motto…Una Acies! Una unica schiera".

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