Chiesa, si chiude il processo di beatificazione di Padre Raffaele

Il sacerdote dell'ordine dei Frati Minori Cappuccini è stato al centro di un processo diocesano durato 45 anni. Afflitto da tupercolosi ossea, ha lasciato oltre 400 scritti e 500 bobine con registrazioni e canti

Il percorso iniziato 45 anni fa, all'indomani della morte, è giunto al termine: sabato 13 maggio alle ore 11 nel Duomo di Modena si celebrerà la conclusione del processo diocesano per la beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio padre Raffaele Spallanzani da Mestre, sacerdote professo dell'ordine dei Frati Minori Cappuccini, sepolto nel santuario della Beata Vergine della Salute a Puianello di Levizzano Rangone. La sera dello stesso giorno alle ore 22 mons. Erio Castellucci presiederà a Puianello di Levizzano Rangone la Messa del primo dei "13 di Fatima" per quest'anno, nel quale ricorre anche il primo centenario delle apparizioni di Fatima.

Padre Raffaele, di famiglia modenese - il papà è di Bomporto e la mamma di Camposanto -  nasce a Mestre il 15 marzo 1922; qui la famiglia si era trasferita per lavoro. A 11 anni è a Modena, è condotto alla Cresima dal parroco di S. Agostino, all'ospedale di fronte conosce padre Evaristo Gatti da Borgotaro che lo conduce al Seminario dei Cappuccini di Scandiano (RE). Frequenta 4° e 5° ginnasio in un solo anno di studio nel convento di Modena. Qui i drammi della giovinezza precoce lo portano a scoprire la Vergine che diviene per lui Mamma.  

A 15 anni è novizio cappuccino a Fidenza. Il 22 dicembre 1945 è ordinato sacerdote, assieme a don Alfredo Corni, nella Cripta del Duomo di Modena da mons. Cesare Boccoleri. La tubercolosi ossea, che già cova dentro di lui, si manifesta il 31 maggio 1948 quando entra in ospedale in seguito alla caduta dalla macchina che serviva a portare la statua della Madonna nella Peregrinatio Mariae della diocesi di Reggio Emilia. Inizia il suo calvario da un ospedale all'altro: Ospedale al Lido, Pavullo nel Frignano, Torino, Losanna, S. Giovanni Rotondo, Padova.  Letto e carrozzella non mortificano lo zelo apostolico, ne sono forza, studio, contenuto, Raffaele vive con sempre più chiarezza ed eroicità  il senso del suo nome "medicina di Dio". Nel 1964 non vi sono più speranze per lui e chiede ai superiori di morire all'ombra di Padre Pio. Viene ricoverato nella Casa Sollievo della Sofferenza. Si riprende. L'incontro con Padre Pio è determinante per gli ultimi otto anni di vita. Come un vulcano in eruzione non si risparmia per nessuno, soprattutto per i giovani, che incontra ripetutamente a Gabicce, Cattolica, Salsomaggiore T. e Puianello. 

L'incontro con Papa Paolo VI alla Madonna del Tufo sarà come l'ultimo regalo di Mamma per prepararlo all'incontro eterno. Il trapasso avviene lungo la strada da Pavullo a Puianello poco prima del 5 dicembre 1972. Così Padre Raffaele consuma il dono di se per il Padre e per i fratelli tutti.  Il trapasso era anche stato profeticamente promesso reciprocamente tra lui e la beata Maria Rosa Pellesi: si erano promessi che il primo che fosse salito al Padre sarebbe venuto pochi giorni dopo a prendere l'altro. La beata Maria Rosa Pellesi muore il 1 dicembre 1972 e quattro giorni dopo opadre Raffaele la raggiunge. 

Padre Raffaele: poco più di 50 anni di vita, 33 di vita religiosa, 27 di sacerdozio, oltre 28 di malattia e 7 interventi chirurgici; ci lascia 450 scritti di diverse dimensioni, ma ricchi di contenuti, più di 500 bobine registrate, lettere, canti, opere artistiche: una sorprendente miniera di ricchezza umana e spirituale, di grande attualità e profezia. Le persone che lo hanno conosciuto non lo dimenticano più, è una presenza viva nella loro vita. 

Molti infatti, equivocando, pensano che il 13 maggio prossimo sia una proclamazione di santità, come la risposta alla domanda: quand'è che lo fanno santo? Rimarranno un po' delusi, dovendo accettare che tutti gli atti e i documenti del Processo siano portati a Roma, alla Congregazione dei Santi e attendere la risposta di questo secondo tribunale. Dopo di che, se sarà riconosciuta la eroicità delle virtù, sarà proclamato venerabile; e se in seguito sarà riconosciuto un miracolo, allora sarà proclamato beato; e infine, se in seguito sarà riconosciuto un altro miracolo, sarà proclamato santo.  

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Questa tappa nel Duomo di Modena può essere anche una ulteriore occasione per far pervenire alla Vicepostulazione testimonianze, scritti, segnalazioni di grazie, foto, registrazioni, oggetti che hanno riferimento diretto o indiretto con Padre Raffaele. Il processo, ricordiamo, era stato aperto 9 anni fa il 13 maggio 2008 al Santuario della Beata Vergine della Salute di Puianello.

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