Il museo dimenticato, il Risorgimento modenese prende polvere in cantina da 25 anni

Il Comitato di Modena dell'Istituto per Storia del Risorgimento italiano lamenta la situazione di stallo sulla riapertura dell'esposizione modenese: "Dopo la Galleri aCivica riapriamo anche il Museo del Risorgimento"

L’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano rilancia la battaglia sulla riapertura del Museo Civico del Risorgimento nella sede storica del palazzo dei Musei. Nel 1990, senza atto deliberativo o amministrativo e con motivazioni di tipo tecnico-funzionali relative ad esigenze di restauro e di catalogazione, venne decisa la chiusura del Museo del Risorgimento di Modena, luogo che raccoglie testimonianze, memorie, cimeli ed immagini di protagonisti del Risorgimento modenese. Dopo 25 anni quei documenti e quei reperti sono ancora accatastati nelle cantine dei palazzi museali.

Nel 1884 a Modena era stata decisa l’istituzione del Museo del Risorgimento a seguito della Mostra Generale del Risorgimento Italiano di Torino. In seguito il Comune di Modena aveva partecipato, con un’importante raccolta di cimeli reperiti presso le famiglie dei protagonisti modenesi del Risorgimento, alla grande Esposizione Regionale del Risorgimento tenuta a Bologna nel 1888. Questi oggetti e documenti andarono ad arricchire le raccolte che confluirono nel Museo del Risorgimento inaugurato a Modena il 14 Marzo 1894 in una sala del Museo Civico. Il Museo, pertanto, sorse alla fine dell’Ottocento grazie soprattutto a donazioni e a lasciti ceduti dalle famiglie col vincolo all’esposizione.

Nel 1924, per garantirne una più proficua e comoda fruizione da parte dei cittadini, l’amministrazione gli affidò come sede l’ampia sala al pian terreno del Palazzo dei Musei, con storica targa presso l’ingresso ad indicare luogo e funzione. Sede che ha occupato per un po’ di tempo anche dopo la chiusura al pubblico del 1990. 

Nel corso del 2006 fu ribadita dal Comune di Modena la volontà di procedere a una prossima riapertura anche a seguito dei restauri che avevano comportato notevoli investimenti con contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e dell’Istituto Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna. Oltre che sui reperti propriamente detti, i lavori di restauro e conservazione furono eseguiti anche sulle teche espositive e sugli altri mezzi e strumenti per l’esposizione. Inoltre nel 2011, sotto le insegne del Museo Civico d’Arte del Comune di Modena e dell’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, fu pubblicato il catalogo Il Museo del Risorgimento di Modena che testimonia la ricchezza delle collezioni storiche, dell’archivio e della biblioteca. 

Oggi l’Istituto, dopo il lungo tempo trascorso in attesa della più volte sollecitata e promessa riapertura, chiede nuovamente e con fermezza la riapertura delle sale espositive per "compiere così un doveroso atti di rispetto alla Città ed ai valori delle sue memorie".

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