Ombre sul concorso pubblico "pilotato", l'Ausl blocca tutto

Una mail inoltrata per errore getta pesanti dubbi sul concorso pe l'assegnazione del ruolo di coordinatore infermieristico penitenziario. L'azienda Usl sospende il concorso, mentre la Cisl - che ha fatto girare un colloquio privato per errore via posta elettronica - si difende e contrattacca


“Ciao, scusa era a letto ieri sera dopo una giornata stremante (…) Ti chiedo una cosa, se entro lunedì mattina prima che correggono le prove puoi fare una verifica di una cosa… Ieri al concorso per il mio posto eravamo in 8 persone tra cui ***** e in commissione c'era ***** che ha lanciato il messaggio <È un ambiente quello della medicina penitenziaria che io conosco>. Non dico nulla… Ma vorrei essere tranquillo!!!!!”

Questo il contenuto di un messaggio allegato ad una mail che nei giorni scorsi è apparsa per errore sulle caselle di posta elettronica di migliaia di dipendenti dell'Azienda Usl di Modena. Il concorso pubblico è quello di coordinatore sanitario per la medicina penitenziaria di Modena e il mittente del messaggio originale è uno dei candidati per icoprire quel posto. La mail è stata inoltrata involontariamente da una sindacalista Cisl che l'ha ricevuta, diventando così di dominio pubblico, come oggi riportato dalla Gazzetta di Modena.

La mail contiene evidentemente un messaggio che getta ombre sul corretto svolgimento del concorso e che ha suggerito all'Azienda Sanitaria di sospendere la procedura concorsuale per indagare a fondo sulla questione. “Sono stati sospesi i lavori della commissione esaminatrice – si legge nella nota Ausl e bloccato la procedura per motivi di autotutela dell’Ente, tenuto a garantire la massima regolarità e trasparenza delle procedure selettive. Quanto accaduto si è ritenuto costituisse un elemento di turbativa in ordine alla prosecuzione della procedura stessa, che al momento resta sospesa”.

Sul caso è interveuta Roberta Roncone, segretaria generale della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale, che ha chiarito alcuni aspetti, ribaltando il punto di vista. “Partiamo dai fatti: una collega del nostro sindacato ha involontariamente inviato a tutti i dipendenti Ausl una mail riservata in cui un candidato si limitava a riferirle alcuni fatti dopo aver concluso la prova scritta, a cui poi sarebbe dovuta seguire quella orale, della selezione alla quale stava partecipando – specifica la Roncone - Le parole ''mio posto" non vanno strumentalizzate in alcun modo poiché si riferiscono al fatto che il posto da coordinatore infermieristico del carcere S. Anna è attualmente occupato in modo precario, cioè con un incarico a tempo determinato, proprio da questo candidato. Egli sapeva perfettamente di non essere l'unico concorrente e che la posizione poteva essere assegnata a un altro: voleva solo essere rassicurato sulla correttezza e trasparenza della procedura. Il vero problema è proprio questo”.

La Cisl Funzione pubblica punta quindi il dito contro l'Azienda Usl di Modena: “L'Ausl di Modena ha annullato solo la selezione per il posto a cui concorre anche il candidato che ha scritto la mail, mentre ha confermato tutte le altre, seppur realizzate con la stessa modalità a nostro avviso non corretta. A questo punto – continua Roncone - è chiaro che facevamo bene a chiedere trasparenza e regolarità. L'esposto in procura, quindi, al limite lo stiamo valutando noi, assieme ad altre azioni legali che stiamo approfondendo con il nostro avvocato Alessandro Ancarani. Vogliamo che siano accertati veramente i fatti e le responsabilità e non ci accontentiamo di spiegazioni vaghe: pretendiamo che sia applicato il principio di imparzialità a cui tutte le pubbliche amministrazioni devono attenersi. È chiaro che la nostra forte azione verso l’Ausl di Modena da fastidio. Oltre a mettere in discussione le procedure concorsuali, abbiamo già presentato due diffide anche su come vengono attribuiti gli incarichi delle posizioni organizzative e su come vengono determinate le risorse della produttività dei dipendenti. Non ci fermeremo di fronte a strumentalizzazioni, tentativi di danneggiare la nostra immagine o minacce. La posta in gioco è troppo alta: si chiama "bene pubblico" e noi – conclude la segretaria generale della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale - non abbiamo paura di denunciare ciò che non va”.

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