Banda del Parmigiano a processo, fioccano condanne pesanti

Tutti condannati i 16 componenti della banda che aveva messo a segno colpi per milioni di eruo in diverse aziende agroalimentari del nord Italia, immettendo poi la merce sul mercato nero in Puglia. Condanne fino a 5 anni in carcere

Il giudice del Tribunale di Modena questa volta non ha fatto sconti. Vanno infatti dai due a cinque anni di custodia in carcere le pene inflitte agli imputati della folta banda criminale pugliese che aveva imperversato dal Piemonte fino all'Emilia, mettendo a segno numerosi colpi nelle aziende agroalimentari. L'indagine, in capo alla Squadra Mobile della Questura di Modena, era nata dopo il colpo nel novembre 2013 al caseificio Albalt di Albareto e aveva già permesso di assicurare alla giustizia 16 persone.

Ieri il Tribunale ha emesso le sentenze a carico degli imputati che avevano scelto il rito abbreviato. I vertici della banda hanno ricevuto 5 anni di condanna e i “manovali” pense intorno ai due anni di carcere: la maggior parte infatti non usufruirà – almeno per ora – di particolari sconti e trascorrerà il tempo della pena dietro le sbarre. 

LA STRATEGIA – I ladri avevano programmato ed eseguito in maniera capillare una serie continua di attività di esplorazione e sopralluogo di alcuni territori del centro-nord del Paese, per individuare obiettivi appetibili. Tutto programmato in modo preciso, con una ripartizione rigida dei ruoli al momento di ogni singolo furto. Durante i colpi hanno sempre avuto a disposizione mezzi di trasporto pesanti e auto, attrezzi atti allo scasso, ricetrasmittenti, apparati elettronici per disattivare sistemi di allarme, schede telefoniche dedicate ad intestazione fittizia, nonché svariate armi da fuoco.

DRONI E PROSTITUTE – A sottolineare l'estro criminale della banda, la Polizia ha rilevato che per preparare i colpi sono stati utilizzati droni volanti, con cui mappare il territorio dall'alto per esaminare gli stabilimenti da depredare e le possibili vie di fuga. Altro particolare insolito è l'impiego di alcune prostitute: ragazze dell'est Europa che venivano pagate e “dispiegate” nella strade intorno agli obbiettivi per fungere da palo durante i colpi, che avvenivano sempre nel cuore della notte.

IL VIDEO DEI COLPI - Operazione "Albalat"

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IL BOTTINO - I furti in questione, avvenuti tra il novembre del 2013 ed il gennaio di quest’anno, hanno consentito all’organizzazione di appropriarsi di diverti tipi di generi alimentari per un valore complessivo pari a € 785.000,00. In particolare sono state trafugate 2039 forme di Parmigiano Reggiano, nonché oltre 15.000 chilogrammi di crostacei e pesce surgelato, oltre a 135.000 euro di Champagne. La merce vieniva poi immessa nel mercato nero della grande distribuzione, principalmente in Puglia.

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