Truffa all'assicurazione dopo una caduta in bici, condannato Riccardo Riccò

Il Tribunale di Modena ha dato ragione alla compagnia Axa, alla quale l'ex ciclista aveva chiesto un risarcimento di 10mila euro simulando un incidente con un'auto alla periferia della città. Per il giudice fu una caduta fortuita

Il 12 ottobre 2012 Riccardo Riccò, allora fresco di squalifica "a vita" per doping, fu vittima di un incidente in bicicletta mentre si trovava alle porte di Modena, pedalando lungo strada Albareto. Perdita di coscienza ed escoriazioni che lo portarono anche sul letto d'ospedale, ma sul cui conto il ciclista formiginese non raccontò tutta la verità.

Lo ha sentenziato oggi il Tribunale di Modena, chiamato ad esprimersi sull'accusa di tentata truffa che la compagnia assicuratrice Axa ha mosso nei confronti di Riccò proprio in seguito a quell'incidente. La tesi avvalorata dal Tribunale sostiene che il ciclista non fu urtato da un'auto – come sostenuto da Riccò – ma più semplicemente che perse l'equilibrio e cadde a bordo strada senza il coinvolgimento di alcun veicolo.

La tentata truffa – costata quindi al "Cobra" una pena di 5 mesi e una provvisionale di 5mila euro ad Axa – deriva poi dal fatto che Riccò dichiarò di essere in sella ad una costosa bicicletta, per i cui danni chiese un rimborso di 10mila euro. Dall'indagine è invece emerso che il mezzo era di ben poco valore rispetto alla richiesta.

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