'ndrangheta, condanne confermate e nuovo arresto per i fratelli Pelaggi

Riciclo di denaro della cosca Arena, reati fallimentari, estorsione e un attentato esplosivo all'Agenzia delle Entrate di Sasuolo: la Cassazione ha confermato le pene per i tre fratelli operanti nel distretto ceramico. Di nuovo in manette

A distanza di due anni dalla sentenza emessa dalla Corte d'Assise di Modena e ad un anno dalla sua conferma in Appello a Bologna, la Corte di Cassazione ha decretato definitive le condanne nei confronti dei tre fratelli Pelaggi, che sono così stati nuovamente tratti in arresto dai Carabinieri.

I Pelaggi si erano resi responsabili a vario titolo, nel periodo 2004/2008, del reato di reimpiego di denaro della cosca Arena di Isola di Capo Rizzuto (KR), nonché di reati fallimentari e tributari, di una tentata estorsione e del danneggiamento della sede dell’Agenzia delle Entrate di Sassuolo, davanti alla quale esplose un ordigno che ne distrusse la facciata il 26 luglio del 2006.

Le indagini hanno confermato che il denaro era stato affidato ai fratelli Pelaggi dai vertici della cosca Arena, affinché fosse impiegato nelle attività da loro gestite tramite le società Point One Spa. ed Elite Trading Srl., per poi dimostrare che gli indagati gestivano un sistema di fatture false che garantiva compensi pari a circa il 6-7% dell’importo fatturato per ogni operazione, consentendo così alle loro aziende di incrementare in pochissimi anni il volume di affari di decine di milioni di euro.

Nel corso dell’operazione denominata “Point Break” era stati sequestrati cinque immobili, due autovetture, conti correnti in Italia ed in Svizzera, nonché società riconducibili agli imputati per un valore complessivo quantificabile in circa 5 milioni di euro, beni che ora verranno confiscati.

La condanna in secondo grado, che giunge a pochi giorni di distanza da quelle inferte lo scorso 3 ottobre dal Gup di Bologna allo stesso Paolo Pelaggi, alla moglie Deborah Cuomo ed a Fiore Gentile per un secondo filone dell’indagine relativo alla tentata estorsione in danno di un imprenditore appartenente al clan dei casalesi, è stata confermata dalla Sentenza della Corte Suprema di Cassazione dello scorso 15 ottobre che ha rigettato il ricorso presentato dagli imputati, rendendo esecutive le pene inflitte dalla Corte d’Appello di Bologna.

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I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Modena, coadiuvati dai colleghi di Cosenza, hanno dato esecuzione nella giornata di ieri agli ordini per la carcerazione. Davide Pelaggi, classe 1968, è stato rintracciato a Fiorano Modenese, condannato alla pena definitiva della reclusione di anni 8; Emanuele Pelaggi, classe 1962, è stato invece arrestato a Crosia (CS), condannato alla pena definitiva della reclusione di 5 anni e 4 mesi; infine Paolo Pelaggi, classe 1974, è stato raggiunto dal nuovo provvedimento nel carcere di Voghera, dove si trova detenuto per altre cause, condannato alla pena definitiva della reclusione di 9 anni e 4 mesi.

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