Carpi, omicidio della disperazione. L'assassino pentito resta in carcere

Durante l'interrogatorio Pierino Corradini ha confessato tutta la propria sofferenza nella relazione con l'anziana moglie malata, che da mesi lo aggrediva fisicamente non riconoscendolo più. L'85enne resta dietro le sbarre per il rifiuto dei tre figli di ospitarlo ai domiciliari

A qualche ora di distanza dal delitto, costato la vita alla moglie Maddalena Pavesi, l'85enne Pierino Corradini ha raccontato agli inquirenti l'esatto svolgersi della vicenda, svelando non solo la dinamica dell'omicidio, ma anche la complessa situazione famigliare con la quale conviveva da circa due anni. Corradini è stato sentito dal sostituto procuratore  Claudia Ferretti nel pomeriggio di ieri, dopo essere stato preso in consegna dalla Polizia e accompagnato in carcere.

Dal racconto è emersa la terribile sofferenza e l'altrettanto insostenibile frustrazione che l'anziano carpigiano covava da due anni a questa parte, ciò da quando la moglie aveva rivelato i primi segni del morbo di Alzheimer. Una malattia che era degenerata in fretta, rendendo particolarmente complessa la convivenza dell'anziana coppia, sposata da ben 65 anni, con tre figli e una vita spesa in una tranquilla semplicità ed in modo armonioso. Ma gli ultimi mesi di questo 2016 erano stati un calvario.

L'83enne, a tratti ormai estraniata dal mondo reale per colpa della malattia, era solita aggredire il marito, anche fisicamente, non riconoscendolo più. Colluttazioni che erano diventate la norma per Corradini, ma che ieri mattina intorno alle 10 ha completamente perso le staffe, proprio in seguito all'ennesimo episodio. L'anziano ha raccontato al Pm di aver raggiunto la camera da letto in preda ad un raptus, di aver preso la pistola dal comodino e di aver sparato alla moglie tre colpi, dopo averla fatta cadere sul divano della sala respingendola dall'ennesima aggressione.

Un gesto non premeditato, dunque, che ha trovato conferma anche nella prima perizia eseguita dalla Medicina Legale sul corpo della donna, che sarà in ogni caso sottoposto ad autopsia nella giornata di domani. "Non so cosa mi è preso", ha dichiarato Corradini agli inquirenti, sottolineando come era anche pronto a togliersi la vita e solo l'arrivo tempestivo della Polizia ha impedito il gesto estremo.

L'anziano, profondamente provato e pentito, si trova ancora in carcere, in attesa della convalida dell'arresto, che in ogni caso sconterà dietro le sbarre del Sant'Anna. Da un lato si teme infatti che gli arresti domiciliari nel suo appartamento, ora vuoto, possano prestarsi al rischio di un suicidio, dall'altro nessuno dei tre figli ha accettato di ospitare l'anziano padre presso le proprie abitazioni.

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