Curiosità Modenesi | I 4 quadri da non perdere alla Galleria Estense

Quadri, sculture, oggettistica e strumenti musicali, la Galleria Estense è tutto questo e molto altro. Oggi vi presentiamo i 4 quadri più particolari conservati all'interno della Galleria nel Palazzo dei Musei, raccontando i retroscena delle opere più note di Modena

La Galleria Estense è uno dei 20 musei più importanti d'Italia, e la sua particolarità è che non conserva solo quadri, per questo motivo non si tratta solo di una pianacoteca, bensì di una raccolta di oggetti d'arte eterogenea e davvero impressionante per bellezza e valore. Dopo aver visto le sculture più importanti della Galleria, vediamo 4 quadri che per la loro particolarità si sono distinti, e che vi invitiamo ad andare a vedere con i vostri occhi al Palazzo dei Musei. 

SANT'ANTONIO DA PADOVA, IL QUADRO PIU' EMILIANO. Un importante distinguo tra al di qua e al di là degli Appennini nell'arte del XV secolo è celebrato in questo quadro di Cosmè Tura. Se infatti siamo abituati alla perfezione rinascimentale tipica di Firenze e Siena, e comunque delle zone a sud degli Appennini, siamo molto meno abituati al realismo emiliano-veneto, che raffigura appieno il concetto del sacrificio e dell'umiliazione che portava in cuore un cristiano devoto. 

VENERE, MARTE E AMORE, L'OPERA INCREDIBILE DEL GUERCINO. Divenuto purtroppo famoso dopo la sparizione di una delle sue opere, il Guercino è l'incredibile artista che ha conosciuto in maniera forse più approfondita di chiunque altro la corte estense. Quest'opera è infatti nata durante uno dei suoi soggiorni presso la corte degli Este. Chi osserva quest'opera riesce facialmente ad identificarsi nella figura di Venere e sente quel dardo come fosse davanti a sè, una sensazione che l'artista permette di far provare attraverso lo sguardo di Venere. 

RITRATTO DI FRANCESCO I, L'ARTE AL SERVIZIO DEL MARKETING DELL'ACETO MODENESE. Senza essere mai andati alla Galleria Estense è tuttavia improbabile che non abbiate mai visto quest'opera. E' il ritratto del duca Francesco I d'Este realizzato nel 1638 da Diego Rodriguez de Silva y Velazquez, o semplicemente Velazquez. Seppur questo artista fosse molto noto all'epoca, il motivo per cui questo dipinto è così tanto noto è dettato dal marketing. E' infatti l'immagine simbolo delle bottigliette dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. 

IL QUADRO MODENESE DI RAFFAELLO. Non è tra i quadri più celebri o più particolari della Galleria Estense, ma sicuramente non si può non citare l'opera dell'artista più importante presente nella Galleria Estense. Raffaello Sanzio è uno dei quattro geni del Rinascimento italiano, insieme a Donatello, Michelangelo e Leonardo. La sua opera, Perla di Donna, è stata studiata di recente da esperti e si è scoperto che è il risultato di strati e strati di pennellate, è osservando l'umanità, la fragilità e l'accuratezza del volto della donna è comprensibile capire il perché. 

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