Curiosità Modenesi | La leggenda della fata della Gadella di Sestola

A Sestola una pietra insolita racconta la storia di una fata e di una bambina. Ecco cosa tramanda questo racconto popolare

foto di universofotografico.it

La storia è ambientata nel territorio di Sestola, precisamente presso la località Gadella, dove tutt'oggi ci sono due vecchi mulini, conosciuti come Pagliai e Sergentino. Un tempo erano azionati dallo scorrere dell'acqua dei torrenti Dogana e Prete. Un tempo c'erano due mugnai, sottoposti ad un lavoro pesantissimo, così assunsero anziani e bambini per setacciare la farina. Sette di questi bambini erano orfani di madre, e il padre per tirare avanti si sposò con una vicina di casa, che si rivelò una matrigna molto cattiva.

Un giorno non riuscirono a setacciare abbastanza farina per guadagnare bene e alla sera, per evitare la violenza della matrigna, si nascosero dietro una grossa pietra a forma di conchiglia. Era la casa di una fata che, sentendoli piangere e lamentarsi, si commosse, e così, preso un setaccio di seta cominciò a setacciare al posto loro, rubando i chicchi di farina la notte prima, e poi setacciandoli per averli pronti l'indomani. I bambini si sorprendevano da soli di tutto il lavoro che ora, senza nessuna fatica, riuscivano a compiere. I mugnai soddisfatti triplicarono loro la paga, e ciò calmo la matrigna.

Ancora oggi presso Gadella esiste il masso abitato dalla Fata, e se si accosta l'orecchio alla sua apertura a conchiglia, si sente distintamente il ritmo cadenzato del setaccio che la fata continua ad usare instancabilmente. 

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