Curiosità Modenesi | Palazzo Re Enzo a Bologna è in onore di un condottiero dei modenesi

Avete presente il castello al centro di Piazza Maggiore a Bologna? E' chiamato Palazzo Re Enzo, strano per una città che non ebbe mai nè re, nè regno, e se le origini fossero modenesi?

Piazza Maggiore è il centro nevralgico della città di Bologna, con la Basilica di San Petronio e più in là la fontana del Nettuno. Perché parliamo di Bologna? Perché la storia del suo palazzo più noto, cioè Palazzo Re Enzo che si colloca al centro di Piazza Maggiore, sembra essere molto più legata alla storia modenese che a quella bolognese. 

Se fossimo corretti dovremmo chiamare quel palazzo Palatium Novum, ma da tutti è conosciuto come Palazzo Re Enzo. Molti penseranno che questo Enzo fosse stato un governatore di Bologna, ma chi conosce la storia emiliana sa che di re nella nostra regione non ce ne furono mai così come di regni, al massimo signorie e ducati. Re Enzo non era bolognese e non ha mai governato la città di Bologna o altra città emiliana, egli era nato in Sardegna ed era il re dell'isola,  nonché figlio dell'Imperatore Federico II, e quindi nipote di quel Barbarossa che scese in Italia e venne sconfitto quarant'anni prima dalla Lega dei comuni liberi della Pianura Padana.

Re Enzo trascorreva una vita tranquilla in Sardegna, e tra un matrimonio e un alleanza ottenne anche la Gallura e Torres, e poi Cremona. Tutto andava per il meglio finché papa Gregorio IX non scomunicò suo padre, Federico II. L'imperatore richiamò il figlio in Italia per conquistare i territori papali in Emilia, si mise in marcia e assediò prima Ravenna e poi Milano. Nel 1249 i guelfi bolognesi attaccarono Modena e così Re Enzo, che nel frattempo era stato scomunicato da papa Innocenzo IV, corse in aiuto dei modenesi. Raggiunto il panaro, in località Fossalta, le cose non andarono come pensava. 

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Presso Fossalta Re Enzo fu sconfitto e catturato dai bolognesi, i quali lo portarono nel Palatium Novum.  Si racconta anche di una tentata fuga in una brenta, usata per trasportare il vino, ma fu ripreso grazie ad una vecchia signora che vide i lunghi capelli biondi del re. Non si sa se avesse mai cercato di scappare, ma si è certi che in quel palazzo passò tutto il resto della sua vita fino agli ultimi giorni. Un re, figlio di un imperatore, incarcerato e morto nella sua cella era qualcosa di non comune all'epoca, e per questo presto i bolognesi indicarono quel palazzo come: "Quel palazzo in cui c'era Re Enzo". 

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