Occupazione della stazione ferroviaria, 83 denunciati fra Si Cobas e autonomi

E' arrivata a conclusione l'inchiesta della Procura di Modena sui fatti dello scorso 4 febbraio, quando i binari di piazza Dante furono invasi da alcune centinaia di aderenti al sindacato SI Cobas e ai centri sociali

Dopo sette mesi di indagini affidate alla Digos di Modena, la Procura ha messo un primo punto fermo sull'inchiesta per l'occupazione della stazione ferroviaria di Modena, avvenuta il 4 febbraio scorso. In questi giorni, infatti, sono stati recapitati gli avvisi di fine indagine che informano le persone coinvolte dei procedimenti in atto a loro carico. Nel complesso risultano 83 indagati, tra lavoratori del sindacato SI Cobas e appartenenti a diversi gruppi autonomi della città e delle zone limitrofe.

L'autorità giudiziaria non ha ancora fornito chiarimenti sulle diverse responsabilità e sui reati contestati, ma è quasi scontato che si tratti di un'ipotesi di concorso in interruzione di servizio pubblico, dal momento che il presidio sui binari comportò per il blocco della circolazione ferroviaria per circa 20 minuti.

Sabato 4 febbraio, infatti, la città du interessata da una manifestazione di circa un migliaio di persone, indetta a seguito dell'arresto del leader Si Cobas Aldo Milani, coinvolto in un'inchiesta per corruzione. L'assembramento fu vietato dalla Questura, ma dopo lunghe trattative fu permesso al corteo di muoversi da Largo Sant'Agostino. All'altezza di corso Cavour, tuttavia, i manifestanti deviarono improvvistamente in direzione di viale Monte Kosica, eludendo lo schieramento delle forze dell'ordine che li preceva per guidarli lungo le strade stabilite nell'accordo di pochi minuti prima.

Così alcune centinai di attivisti raggiungesero e occuparono i primi due binari della stazione, salvo poi liberarli spontaneamente dopo alcuni minuti e riprendere la marcia attraverso il centro storico. 

Gli autonomi hanno commentato così gli avvisi di fine indagine inoltrati dalla Procura: "Queste denunce hanno tutto il sapore di una vendetta da parte di istituzioni sempre più screditate e rabbiose, ma non solo. Denunce, queste, che arrivano a destinazione in un contesto particolare, quello di una settimana caratterizzata dal blocco nazionale del settore della logistica facente capo a SDA, Poste Italiane e UPS, a poca distanza dalla prima udienza del processo ad Aldo Milani, dalla mobilitazione ResetG7 di Torino ed infine dallo Sciopero Generale unitario indetto per il 27 ottobre dalle sigle del sindacalismo di base – si legge sulla pubblicazione online degli autonomi modenesi Senza Quartiere – Mai come in questo caso, 'denunce ad orologeria' come si suol dire, denunce che evidenziano un certo nervosismo da parte della classe padronale che pare temere come nient’altro il montare di nuove mobilitazioni".

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