Detenuto in coma dopo un tentato suicidio, segretario dei Radicali in sciopero della fame

Rita Bernardini dei Radicali Italiani denuncia un episodio avvenuto in una cella di Modena e inizia uno sciopero della fame per sensibilizzare sulla vicenda e sulla carenza di organico del Tribunale di Sorveglianza

“Antonio C. è in coma. Il suo legale a maggio aveva presentato un’istanza all’ufficio di sorveglianza perché il suo assistito, detenuto presso il carcere di Modena, ha seri problemi di salute mentale. Tuttavia, il giudice di sorveglianza non risponde per il semplice fatto che quello previsto in organico non c’è da due anni. Antonio C. – caso segnalato e conosciuto visto che era in cura al centro di igiene mentale di Sassuolo – si impicca nella sua cella, ma non riesce a farla finita tanto che ora è in coma all’ospedale di Modena”.

Questa la situazione descritta da Rita Bernardini, segretario dei Radicali Italiani, che fa luce su una delle tante vicende che scuotono il carcere di Sant'Anna e che – per diversi motivi e prescrizione di carattere giornalistico – non figurano certo tra i maggiori articoli di cronaca locale.

Nel più classico stile dei Radicali, Rita Bernardini ha iniziato uno sciopero della fame, affinchè si faccia luce sulla vicenda: “Ho diverse domande da porre nel Paese delle meraviglie dove lo stupore si manifesta anche quando impiccagioni e morti sono con ogni evidenza preannunciate. Come mai la notizia dell’impiccagione non è trapelata?
Come mai chi di dovere non ha ascoltato il drammatico appello sulla scopertura degli organici lanciato nei mesi scorsi dal presidente del tribunale di Sorveglianza di Bologna, Francesco Maisto? Come mai chi di dovere non mi ha ascoltata, visto che dall’anno scorso denuncio l’assenza del giudice di sorveglianza di Modena?”.

Quella degli organici è una questione nota e da tempo rimasta in sospeso. Prosegue la Bernardini: “Io ringrazio il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini che il 4 settembre scorso mi ha ricevuta assieme al leader Marco Pannella e al dott. Massimo Brandimarte proprio sulle questioni riguardanti i macroscopici buchi della sorveglianza, ma temo che i tempi del Csm non siano compatibili con le emergenze in corso: emergenze relative ai diritti umani fondamentali dei detenuti. Si sa, i radicali esagerano sempre, sono vittimisti e piagnoni. Io comunque dalla mezzanotte inizio lo sciopero della fame anche perché mi pesa troppo il cappio che Antonio C. si è stretto dalla disperazione intorno al collo”.

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