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San Cesario: cumuli di vetro, l'Europa riapre il dossier

Dopo anni di promesse mai mantenute da parte delle Istituzioni e dall'Emiliana Rottami, migliaia di tonnellate di vetro sono rimaste al loro posto. Legambiente: "Sui cumuli sono addirittura cresciuti i papaveri"

Redazione 18 luglio 2012
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Dopo le proposte di trekking "alternativo", dopo la denuncia dei gravi problemi di salute causati e, soprattutto, dopo le promesse (non mantenute) da parte di enti locali e dell'azienda Emiliana Rottami sulla conclusione del trasferimento dei rifiuti entro febbraio 2012, potrebbe intervenire la Commissione Europea per scrivere un nuovo capitolo della storia degli ormai celebri cumuli di vetro di San Cesario sul Panaro. A renderlo noto è Sabina Piccinini, presidente del circolo locale di Legambiente.

PROCEDURA DI INFRAZIONE - Al termine di un lungo carteggio con Bruxelles, il 10 luglio scorso è giunta risposta dalla Commissione Europea, per la precisione da Ion Codescu, Capo Unità del Dipartimento "Applicazione coordinamento per le infrazioni e aspetti giuridici" della Direzione Generale Ambiente,il quale ha confermato che la commissione ha avviato una nuova indagine e ha chiesto chiarimenti alle autorità italiane in merito al caso dell'Emiliana Rottami. "Il 31 luglio - ha ricordato Sabina Piccinini - scadrà l’autorizzazione per l’impianto di via Bonvino e secondo quanto dichiarato dall’assessore provinciale all'ambiente, Stefano Vaccari, nessuna ulteriore proroga verrà concessa, la ditta non potrà più macinare il vetro. Dubitiamo fortemente che entro la fine del mese i cumuli verranno azzerati così come promesso dalle Autorità Locali alla Commissione Europea già nel lontano 2010". Per le Autorità di Bruxelles, quindi, il caso Emiliana Rottami non è affatto chiuso: "Potrebbe ripresentarsi il rischio di una procedura d’infrazione nei confronti dello Stato? - si chiede la rappresentante di Legambiente - Cosa dovranno inventarsi allora le Autorità Locali per rassicurare la Commissione Europea? Ci vorrà questo ennesimo intervento della Commissione Europea per far sì che il riciclaggio del vetro divenga finalmente storia vera?".

CRONISTORIA - Nell’ottobre 2007, Legambiente e diverse altre associazioni ambientaliste e animaliste segnalarono alla Commissione Europea il persistere dei cumuli di vetro non riciclato nel piazzale degli stabilimenti dell'Emiliana Rottami. "La Commissione Europea - racconta Sabina Piccinini - chiese alle Autorità Locali informazioni sulle misure intraprese o previste per assicurare il rispetto della normativa comunitaria in fatto di riciclaggio dei rifiuti. Dalle indagini avviate nell’estate 2008 dal Corpo Forestale dello Stato su mandato del Ministero delle Politiche Comunitarie emerse che, presso i due stabilimenti della ditta situati nel Comune di San Cesario sul Panaro, almeno una parte del materiale vetroso depositato costituiva una discarica in quanto in loco da almeno 3 anni. Vi era quindi il rischio concreto che si aprisse una procedura d’infrazione a carico dello Stato italiano per mancato rispetto delle direttive 2006/12/CE e 1999/31/CE". In risposta alle richieste di chiarimenti della Commissione Europea, la Provincia di Modena, con determinazione n. 175 del 23/04/2009 rilasciò alla ditta (ai sensi dell’art. 208 del D.lgs 152/06) un’autorizzazione unica per l’installazione di un impianto per la macinazione dei cumuli di vetro nello stabilimento di via Bonvino. In una lettera alle associazioni ambientaliste datata 2 Marzo 2010, il Capo Unità della Direzione Generale Ambiente della Comunità Europea, Julio Garcia Burgues, comunicò che le Autorità Locali confermavano che entro Dicembre 2010 sarebbero stati azzerati i cumuli di vetro giacenti da tempo nello stabilimento di via Bonvino.  In una lettera datata 17 febbraio 2009 la Provincia rassicurava il Coordinatore della Struttura di missione per le Procedure d’infrazione, Prof. Roberto Adam, sul “completo riciclo dei cumuli di via Verdi e via Bonvino” e sulla “chiusura in tempi medio brevi del sito di via Verdi” . Con lettera datata 6 ottobre 2010, lo stesso Coordinatore, Prof. Roberto Adam, comunicava alle Autorità Locali (Regione Emilia Romagna, Provincia di Modena, Comune di San Cesario sul Panaro) che il Servizio competente della Commissione Europea aveva archiviato il caso.

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VIA BONVINO - L’installazione del nuovo impianto in via Bonvino, prosegue la rappresentante di Legambiente -  avrebbe dovuto essere la soluzione per permettere alla ditta di macinare e destinare al recupero i cumuli di vetro, con l’obiettivo di realizzare successivamente uno stabilimento unico (sempre in via Bonvino) con chiusura dello stabilimento di via Verdi. "La storia però è andata diversamente - rincara Sabina Piccinini - le montagne di vetro permangono nei due stabilimenti della ditta e su di esse sono addirittura cresciuti papaveri. Lo stabilimento di via Verdi non chiuderà per i prossimi dieci anni: la Provincia di Modena lo scorso 17 ottobre ha infatti rilasciato alla ditta una nuova autorizzazione valida fino al 16 ottobre 2021". In un sopralluogo datato 21 febbraio 2011, l’Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) ha rilevato che Emiliana Rottami spa non ha ottemperato alle prescrizioni contenute nell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera (determina n. 143 del 13/07/2010): mancano le barriere frangivento, è assente un sistema di umidificazione dei cumuli, è stato violato il limite quantitativo dei rifiuti presenti negli impianti (tetto annuale 120.mila tonnellate).

Sabina Piccinini
San Cesario sul Panaro
ambiente
rifiuti

1 Commenti

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  • Avatar anonimo di el gitano

    el gitano Ogni commento è superfluo, e non farebbe parte della repubblica delle banane anche questa realtà.Qualora si comportasse in modo distinto.Cioè eticamente corretto.................Nell'Italiot country tutto ciò che è emergenza, pressapochismo , e irregolarità.Diviene regola acquisita. Ahhh meglio sorridere ....in attesa di  usare maniere convincenti...e risolutive...

    il 19 luglio del 2012