Escursioni estive, i 5 luoghi naturali più inspiegabili del modenese

Tra le terre modenesi si nascondono 5 luoghi naturali dalle origini apparentemente inspiegabili. Rocce alte centinaia di metri in mezzo alla pianura, vulcani di argilla o monoliti nel mezzo della foresta, e non solo. Eccoli raccolti

Da sx: Salse di Nirano, Ponte del Diavolo e Sassi di Roccamalatina

La Provincia di Modena è ricca di luoghi naturali opposti, dalle nevi del Cimone all'umidità della bassa, dai parchi naturali alle paludi. In questo ampio territorio abbiamo scelto i 5 luoghi naturali più inspiegabili e che lasciano sicuramente i turisti senza parole.

PONTE DEL DIAVOLO, UN MONOLITE LEGGENDARIO. Alto 3 metri e lungo 33, il perfetto esempio dell'inspiegabile sviluppo della natura, tanto che i contadini montani credevano fosse opera del Diavolo. Il monolite si trova nel territorio comunale di Polinago, al confine tra Pavullo e Lama Mocogno. Seppur sia conosciuto con il nome di Ponte, si tratta di una roccia renaria immersa in una fitta boscaglia e modellata a forma di arco dall'erosione e dagli agenti atmosferici. Il ponte è percorribile per la sua lunghezza, ma attenti a dove andate, infatti secondo la leggenda infilare la testa nel foro si trova in una delle protuberanze richiamerà il Diavolo che vi decapiterà. Perché il ponte prende il nome dal Diavolo? Secondo la leggenda un agricolotore della zona più bassa della montagna, che doveva percorrere ogni giorni un lungo tragitto per evitare un fiume, chiese al Diavolo di costruirgli un ponte in cambio della sua anima. Satana accettò e raggiunta la vetta della montagna portò pian piano giù il monolite, ma arrivato nel luogo in cui si trova oggi vide una sabba di streghe e fu tanto preso dalla musica che non si accorse che era arrivata l'alba. Visto il Sole dovette fuggire lasciando lì il ponte. 

CASCATE DEL DOCCIONE, UN'ESCURSIONE DA NON PERDERE. Non così famose ma sicuramente emozionanti, si tratta di una lunga cascata con dislivello di 120 metri composto da una parete rocciosa liscia su cui scorre l'acqua, e a gran velocità dato che la pendenza media è del 40%. Le cascate del Doccione iniziano da Fellicarolo nel comune di Fanano e portano alla località di I Taburri, da cui si prosegue raggiungendo Libro Aperto.  E' bene non avvicinarsi troppo perché gli spruzzi dell’acqua rendono il fondo estremamente scivoloso, ma dal 2009 potrete comunque vedere questo spettacolo naturale da vicini, proprio grazie ad un nuovo sentiero sicuro voluto dalla Provincia. 

SALSE DI NIRANO, I VULCANI DI ARGILLA. Nessuno può dirvi che le ha già viste da altre parti, perché si tratta di un fenomeno geologico praticamente unico. Questi piccoli "vulcani" che eruttano fango argilloso misto ad idrocarburi sono uno spettacolo strano dal punto di vista scientifico e affascinante per il turista. Inserite all'interno della Riserva naturale delle Salse di Nirano nel comune di Fiorano Modenese, sono visitabili grazie alle istruzioni che potrete trovare presso il centro visite Cà Tassi, che sarà molto utile  per capire ciò che si nasconde all'interno dei vulcani.

CASCATE DEL BUCAMANTE, DOVE LA MAGIA INCONTRA LA NATURA. Se mai gireranno un film fantasy nella nostra Provincia, non c'è luogo più adatto delle Cascate del Bucamante, tanto che è consigliato da Tripadvisor come prima meta naturale delle nostre terre. Nascono dal più importante affluente del torrente Tiepido, il Rio Bucamante, che sorge sotto il monte di Monfestino, e sono facilmente raggiungibili da Granarolo risalendo il sentiero, lungo il torrente, oppure da Monfestino seguendo sempre la stradina nel bosco.  Consigliamo per chi visiterà le cascate del Bucamante di fare un salto anche al Castello di Monfestino, che sembra la conclusione più giusta ad un abitat magico e fiabesco.

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SASSI DI ROCCAMALATINA, LE ROCCE CHE NON CI DOVREBBERO ESSERE. Nei suoi 1198 ettari il Parco nasconde una delle formazioni geologiche più strane della regione, i noti Sassi di Roccamalatina. Si tratta di formazioni di arenaria antiche di 90 milioni di anni con un dislivello di centinaia di metri rispetto all'ambiente collinare attorno, e questa posizione regala ai turisti che scelgono di salire sulla loro vetta la possibilità di vedere contemporaneamente, in giornate di sole, sia Modena che la cima del Monte Cimone. Sono presenti due percorsi, uno più tranquillo verso Cà Fontana, ed uno più avventuroso chiamato appunto Belvedere dato che comporta la salita fino in cima alle Rocce, uno sforzo giustificato dal panorama che vi troverete davanti. 

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