Radicalizzazione islamica in carcere, ancora un'espulsione a Modena

La Digos monitorava i comportamenti di un pluripregiudicato marocchino, già espulso nel 2015 poi ritornato dietro alle sbarre del Sant'Anna. In cella inneggiava agli attentati terroristici e al momento della scarcerazione è stato imbarcato su un volo per Casablanca

Prosegue l'attenta vigilanza che gli agenti della Digos della Questura di Modena svolgono tra le mura del carcere di Sant'Anna e che negli ultimi mesi ha portato a diverse espulsioni coatte di stranieri ritenuti pericolosi per la collettività. Il tema è sempre quello della radicalizzazione islamica, che ha visto diversi nordafricani finire nel mirino delle forze dell'ordine per i comportamenti tenuti durante il periodo di detenzione.

Ultimo in ordine di tempo è stato un 38enne marocchino, finito in cella per svariati reati tra cui furto, rapina e spaccio di stupefacenti. Un soggetto non certo legato a cellule terroristiche, quanto piuttosto esponente della "criminalità comune". Già espulso nel 2015 non aveva però rispettato l'ordine di allontanamento dal nostro paese ed era finito nuovamente in carcere.

Dietro le sbarre si era però fatto notare per un atteggiamento ostile nei confronti dei costumi occidentali, inneggiando in diverse occasioni all'islam radicale, in particolare in concomitanza con gli attentati terroristiche avvenuti di recente in varie località europee. 

Per questo motivo nei giorni scorsi, quando si è concluso il suo periodo di detenzione previsto dalle condanne subite, il marocchino è stato preso in consegna dagli agenti dell'Ufficio Immigrazione, accompagnato all'aeroporto di Bologna e imbarcato su un volo per Casablanca con il divieto di fare rientro in Italia.

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