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False sponsorizzazioni nel mondo del rally scoperte dalla Finanza

Una frode fiscale da oltre 22 milioni di euro basata sulla "doppia fatturazione" delle singole prestazioni di sponsorizzazione è stata scoperta dalle Fiamme Gialle di Vignola: otto denunciati

Redazione 26 ottobre 2012

Una frode fiscale da oltre 22 milioni di euro organizzata dagli amministratori di due società operanti nel settore delle sponsorizzazioni di competizioni sportive di rally a livello nazionale e internazionale. Questa l'attività illecita scoperta dalla Guardia  di Finanza di Vignola. La frode si basava sulla “doppia fatturazione” delle singole prestazioni di sponsorizzazione. L’esame della documentazione fiscale ha consentito di appurare che, a fronte di una singola operazione di sponsorizzazione, una prima fattura veniva annotata e contabilizzata dalle società e un’altra (di importo diverso e più elevato) veniva emessa nei confronti del cliente-sponsor.

Il meccanismo fraudolento ha consentito la realizzazione di un cospicuo vantaggio fiscale a tutte le parti coinvolte. Infatti, le società sportive incassavano dagli sponsor le somme necessarie per lo svolgimento delle manifestazioni e provvedevano al pagamento, anche in nero, degli stipendi e delle prestazioni accessorie. Gli sponsor, allo stesso modo, conseguivano un vantaggio economico poiché, a fronte delle fatture ricevute, pagavano alle società solo una piccola percentuale dell’importo indicato in fattura, potendo però annotare costi elevati e ricevendo sottobanco e in contanti la restituzione di parte di essi. L’operazione è stata caratterizzata dalla ricostruzione dei flussi finanziari su oltre ottanta conti correnti intestati alle due società e agli amministratori e dall’attenta analisi della gestione aziendale.

Al termine delle indagini sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria i due amministratori di queste società per reati fiscali, in quanto non avevano dichiarato al fisco oltre 12 milioni di euro di ricavi, dichiarando nel contempo costi indeducibili per oltre 300mila euro. Infine, grazie a un esame dei flussi finanziari transitati sui conti correnti delle società e degli amministratori, le fiamme gialle modenesi hanno scoperto che ingenti somme di denaro derivanti dall’indebito risparmio d’imposta venivano trasferite sui conti correnti dei parenti degli amministratori, per poi essere prelevati e utilizzati per fini personali o per restituire il denaro ai clienti delle imprese che avevano fornito le sponsorizzazioni. Per questa ultima circostanza, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di riciclaggio da evasione fiscale, sei persone nei cui conti correnti sono confluiti i proventi dell’evasione per oltre 6.500.000 euro.

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