Inchiesta sugli affidi a Bibbiano, tre indagati anche nel modenese

La Pm titolare dell'inchiesta reggiana ha incontrato il Procuratore di Modena per uno scambio di materiale e informazioni. Nel mirino una consulenza affidata alla psicologa Boolognini da parte dell'Unione dei Comuni dell'Area Nord

Era solo questione di tempo prima che l'inchiesta sui fatti di Bibbiano approdasse anche a Modena. Troppo forti e consolidati, infatti, i legami tra i servizi sociali locali, in particolare quelli della Bassa modenese, e la realtà reggiana finita al centro dello scandalo. Il sostituto procuratore di Reggio Emilia Valentina Salvi, titolare dell'inchiesta sui presunti affidi illeciti di minori nei servizi sociali della val d'Enza, ha incontrato nella tarda mattinata di oggi il procuratore capo di Modena Paolo Giovagnoli. La pm reggiana, accompagnata da due Carabinieri, gli ha consegnato le parti del fascicolo d'indagine che riguardano Nadia Bolognini, psicoterapeuta moglie di Claudio Foti, a cui per il tramite di una casa famiglia modenese sarebbe stato assegnata una consulenza a Mirandola, nonostante la professionista si trovasse già agli arresti domiciliari.

La vicenda è al vaglio della Procura di Modena- che ha iscritto tre nuove persone nel registro degli indagati - a seguito di un esposto di alcuni esponenti locali di Forza Italia. Gli indagati sono, oltre alla Bolognini, una dirigente dell'Unione Comuni Modenesi Area nord e la titolare di una casa famiglia. L'ipotesi di reato è quella di abuso d'ufficio. Il tassello portante del 'filone modenese' è una presunta consulenza affidata proprio alla psicologa Nadia Bolognini, dopo il suo arresto.

Le nuove iscrizioni nel registro degli indagati arrivano, come detto, dopo la segnalazioni dei consiglieri modenesi di Forza Italia Antonio Platis e Mauro Neri, che avevano annunciato di voler presentare un esposto alla Corte dei Conti e una segnalazione alle due Procure perché l'incarico a Bolognini sarebbe stato conferito quando la donna era già ai domiciliari da una settimana. La dirigente dell'Unione dei Comuni indagata, infatti, è colei che le avrebbe affidato la consulenza.

L'Unione Comuni modenesi Area nord ha replicato, però, che l'incarico alla psicologa era stato affidato prima del suo arresto e poi subito revocato, dopo la notizia del suo coinvolgimento nelle indagini, e che la data del 3 luglio riportata sulla determina era stata posta in automatico, ma all'atto non venne data esecuzione. Tutto è cominciato con un accesso agli atti richiesto dagli azzurri modenesi, per capire come mai una minore di Mirandola fosse finita nel centro 'La Cura' di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia.

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