Furto di mini-escavatori destinati al mercato nero estero, sgominata una banda

L'intuito degli agenti della Polizia Stradale ha permesso di denunciare sei persone e recuperare quattro mezzi rubati. individuata la base operativa in aperta campagna dove i macchinari venivano nascosti e modificati prima di essere rivenduti

Massa Finalese, zona di aperta campagna. Alcuni capannoni e case coloniche. Un rifugio ideale per svolgere attività illecite lontano da occhi indiscreti, tanto che una banda di ladri e ricettatori aveva adibito questo luogo particolare a propria base logistica. E' quanto ha scoperto tra lunedì e martedì scorsi la Polizia Stradale del distaccamento di Mirandola. Una importante operazione nata quasi casualmente, grazie all'intuito di una pattuglia che ha visto transitare un autocarro che caricava un mini-escavatore, il quale si spostava su una strada sterrata in un luogo dove apparentemente non aveva molto senso dirigersi.

E' così nato un servizio di appostamento che ha permesso di notare un viavai sospetto di altri mezzi, una attività fervente e ingiustificata che coinvolgeva diverse auto e persino un grosso autoarticolato. Così, all'alba di martedì, la PolStrada ha riunito otto pattuglie e ha dato il via al blitz tra gli edifici sospetti.

Nell'area si trovavano quattro cittadini italiani e due stranieri, entrambi bulgari, arrivati a bordo dell'autoarticolato. Insieme al mezzo pesante sono stati rinvenuti due vecchi furgoni Iveco cassonati nascosti fra la vegetazione, ma soprattutto quattro mini-escavatori di diverse marche, risultati poi tutti rubati. Il capannone era stato adibito ad officina, con tutti gli strumenti necessari per alterare le targhette identificative dei macchinari, in modo da renderli irrintracciabili. 

Secondo quanto ricostruito, dunque, la banda composta da quattro italiani si occupava di alterare i mezzi rubati e li rivendeva ai ricettarori che a loro volta li piazzavano sul mercato nero estero, probabilmente nella stessa Bulgaria. Ciascuno dei quattro mezzi - rubati in cantieri della Bassa modenese - aveva un valore sul mercato dell'usato pari a circa 15mila euro: una cifra quasi dimezzata per un veicolo rubato, come testimonierebbero i 26mila euro in contanti trovati in possesso di un membro della banda e probabilmente ricevuti poco prima da parte degli stranieri.

Nello stabile sono state trovate anche 11 targhe sospette, probabilmente clonate, e due documenti di circolazione artefatti. Sono stati denunciati come detto quattro italiani, rispettivamente di 24, 39, 36 e 46 anni, tutti originari della Calabria ma residenti in zona e pregiudicati, nonchè due cittadini bulgari di 41 e 53 anni.

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