Eredità sportiva di periferia, la missione del giovane Federico

Si chiama Federico Benincasa, il 25enne modenese che sette mesi fa ha preso in mano la squadra giovani della Gino Pini dopo la morte del padre, anche lui allenatore per continuare la sua testimonianza

Se fino a pochi anni fa le polisportive erano luoghi di aggregazione giovanile, oggi le famiglie devono fare i conti con i costi.
"Questa situazione non ci deve fermare" così ha commentato Federico Benincasa, 25enne modenese, che sette mesi fa ha preso in mano la giovanile calcio della Gino Pini, dopo la morte del padre Lorenzo, anche lui allenatore.
"La Gino Pini ha visto un susseguirsi di amministratori - ci spiega Federico - mio padre aveva creato una squadra di calcio giovanile, poi però le vecchie amministrazioni hanno preso decisioni diverse e la giovanile Gino Pini si è affossata. Grazie al suo ritorno e alla nuova amministrazione, è stato possibile ricreare una squadra di ragazzi".

Oggi Federico ha scelto di intraprendere questa missione perché crede che attraverso lo sport si possa dare valori ai ragazzi, primo fra tutti quello del gioco di squadra, dell'aggregazione. "Io non punto a grandi numeri, perché è evidente che per ora non ce lo possiamo ancora permettere, ma ai giusti valori. Mi piacerebbe far crescere anche una squadra piccola, ma che quando scende in campo lo fa perché ha la passione per il calcio e per il gruppo. Come ripeteva mio padre: la vita è fatta di scelte, se si prende un impegno, lo si mantiene fino alla fine".

Ecco l'intervista integrale a Federico Benincasa

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