Gioco d'azzardo, in provincia 2mila giocatori patologici

L'intervento del direttore del Servizio dipendenze patologiche Claudio Ferretti all'iniziativa dedicata al Fenomeno del gioco d'azzardo nella nostra provincia. Un modenese su 10 gioca. Fenomeno in aumento

“Sono circa 70 mila i giocatori nella provincia di Modena, di cui un numero che oscilla tra 2 e 3 mila sono giocatori “patologici”, nei quali il gioco non è più un momento di divertimento, ma è divenuto problematico, compulsivo, incontrollabile”. Lo ha detto il direttore Servizio dipendenze patologiche dell’Ausl di Modena Claudio Ferretti durante la tavola rotonda che si è svolta in Municipio sabato 24 gennaio nell’ambito dell’iniziativa “Il gioco d’azzardo nella nostra provincia”.

Ferretti ha osservato che “secondo le stime attuali, il gioco d’azzardo coinvolge fino al 70-80 per cento della popolazione adulta italiana, quindi circa 30 milioni di scommettitori: tra di loro circa 700 mila sono i giocatori patologici” e rapportando il dato alla realtà locale è arrivato alla stima riportata.

I Servizi Dipendenze Patologiche sono gli ambulatori individuati per l'aiuto ai giocatori in difficoltà; nel Distretto di Modena è presente un servizio ambulatoriale presso l' ex ospedale Estense in viale Vittorio Veneto 9; vi si accede direttamente, anche senza appuntamento. Al servizio di Modena sono giunte negli anni un numero crescente di richieste di aiuto: erano 18 nel 2010 sono arrivate a 46 nel 2014.

“È maschio, quarantenne, regolarmente occupato, sposato con un figlio l’identikit del giocatore che chiede aiuto ai servizi. Gioca in modo compulsivo da due anni ai videopoker e ha una situazione finanziaria molto compromessa”, spiega Ferretti che si è soffermato proprio su un aspetto particolare:  “Un’indagine condotta su un campione di 61 giocatori che si sono rivolti al servizio di Modena tra il 2008 e il 2011 ha evidenziato che solo dodici pazienti non avevano debiti da gioco; nove avevano un debito fino a 5 mila euro, otto tra i 5 e i 10.000 euro e così via fino ad otto che avevano debiti per cifre oltre i 100 mila euro. Il medico ha anche spiegato che “la maggior parte degli utenti ha dipendenza dai videogiochi presenti nei bar e nelle sale gioco, seguito dal gioco del lotto e altri  giochi; negli ultimi due anni sono arrivati anche i primi giocatori con dipendenza da giochi su internet”.

I giocatori che si rivolgono all'ambulatorio effettuano una serie di colloqui con l'assistente sociale e lo psicologo che di norma coinvolgono anche i familiari.  Spesso poi il paziente e la famiglia vengono inviati ai gruppi di auto-aiuto per i giocatori; a Modena ne è attivo uno condotto da personale del Centro Sociale Papa Giovanni XXIII. In città è anche attivo un punto di ascolto e aiuto presso la sede del Centro di Solidarietà di Modena ed il gruppo di auto mutuo aiuto dei Giocatori Anonimi.

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“La famiglia e gli amici sono fondamentali nel riconoscere precocemente il problema – ha continuato Ferretti - di norma il primo campanello d'allarme è la mancanza di denaro. Nel percorso di cura, che dura mediamente un anno, sono poi necessari l' aiuto e la vicinanza emotiva di familiari ed amici, e soprattutto  la funzione di controllo completo del denaro.

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