Pressioni istituzionali per l'azienda Bianchini, Giovanardi indagato dall'antimafia

Il senatore di Idea Popolo Libertà è stato raggiunto da un avviso di garanzia. Nel mirino dei pm della Dda il sostegno offerto dal politico alla Bianchini Costruzioni, coinvolta nel processo Aemilia per i rapporti con la 'ndragheta. La replica: "Massima trasparenza, è tutto agli atti in Parlamento"

Come era nell'aria ormai da diversi mesi, ovvero dalla conclusione dell'inchiesta Aemilia contro la 'ndrangheta cutrese trapiantata a Reggio Emilia, si sono concretizzati i guai giudiziari per il senatore Carlo Giovanardi. Il parlamentare del neonato movimento Idea Popolo Libertà è infatti stato iscritto nel registro degli indagati da parte della Direzione distrettuale antimafia di Bologna. Le accuse sarebbero quelle di rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio e minaccia o violenza a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato. A rivelarlo è un'inchiesta de L'Espresso.

Già un anno fa erano balzate alla cronaca le vicende legate ai fatti contestati, ossia le pressioni istituzionali del senatore modenese per la riammissione nella white list dell'azienda Bianchini Costruzioni. L'impresa edile di San Felice finì poi al centro dell'inchiesta Aemilia, il cui processo è tutt'ora in corso, sospettata di essere pesantemente infiltrata dalla criminalità organizzata e di ottenere appalti pubblici nella ricostruizione post sisma attraverso un canale preferenziale.

Il senatore portò avanti una campagna pubblica a sostegno dell'azienda (non ancora coinvolta sui fatti penali che seguirono) e rivendicò sempre il diritto del suo ruolo ispettivo parlamentare, combattendo al contempo una battaglia politica contro lo strumento delle white list. 

Ora alla magistratura antimafia spetterà il compito di chiarire se e quanto le azioni di Giovanardi siano uscite dal "seminato", trasformandosi in minacce alle istituzioni affinchè l'azienda ottenesse le certificazioni idonee a proseguire la sua attività. Un dato risulterà ovviamente centrale nell'inchiesta: chiarire se in quella fase il politico fosse o meno a conoscenza dei rapporti con la mafia e delle attività illecite della Bianchini. Per questo la Dda ha acquisito diverso materiale, tra cui intercettazioni, mail e video. Sempre secondo L'Espresso, ci sarebbero altri tre indagati, tra cui il capo di gabinetto della prefettura di Modena, Mario Ventura.

Carlo Giovanardi si è difeso con una breve dichiarazione rilasciata a Il Resto del Carlino, in cui ha rivendicato la propria battaglia contro l'uso di certe interdittive: "La mia è stata un’attività di parlamentare, le cui prerogative ho esercitato in maniera rigorosa, visto che tra i miei compiti c’è anche il sindacato ispettivo - ha spiegato - Ho fatto tutto con la massima trasparenza e onestà e sono intervenuto su questioni amministrative. Quando sono arrivati gli aspetti penali, non mi sono più interessato".

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