Pozza di Maranello, ecco come è stato catturato il latitante brasiliano

L'ex banchiere Henrique Pizzolato, condannato a 12 anni e 7 mesi per corruzione e riciclaggio, aveva tutto il necessario per ricostruirsi una nuova vita tra contanti e documenti falsi. A rovinare i suoi piani sono stati i carabinieri

Henrique Pizzolato poco dopo l'arresto di ieri

Con sé aveva tutto il necessario per ricominciare una nuova vita: 14mila euro in contanti, cibo in abbondanza (soprattutto birra e tortellini) e documenti falsi in abbondanza. Tutto ciò è stato rinvenuto ieri mattina alle 11 nel rifugio di Henrique Pizzolato, 61 anni, ex direttore marketing del Banco do Brasil ricercato per corruzione e riciclaggio di denaro è stato cattura. L'ex banchiere condannato a 12 anni e 7 mesi di reclusione per la tangentopoli brasiliana "Mensalao" è stato catturato dai carabinieri mentre si trovava all'interno di un appartamento ospitato in una villetta quadrifamigliare riconducibile al nipote (attualmente non indagato in quanto parente in linea diretta) da almeno 36 ore prima della cattura. L'operazione è stata resa possibile grazie a una segnalazione giunta direttamente dall'Interpol.

Come spiegati dai carabinieri in una conferenza stampa gremita di giornalisti brasiliani, Pizzolato aveva pensato a tutto pur di non dare nell'occhio nella sua latitanza in terra modenese: di fatto, si era barricato all'interno di un'abitazione, tenendo le tapparelle chiuse, con l'obiettivo di far passare lo stabile per disabitato. L'unico che, di tanto in tanto, entrava e usciva chiudendo sempre a chiave dall'esterno era il nipote. A destare i sospetti dei militari dell'Arma sono stati i contatori dell'acqua e dell'energia elettrica perfettamente in funzione che hanno indicato come all'interno di quell'appartamento ci fosse qualcuno. La conferma della presenza del ricercato è giunta grazie a uno stratagemma molto semplice: gli uomini dell'Arma hanno staccato la corrente per poi attendere che le persone all'interno dell'abitazione uscissero allo scoperto. Puntualmente, il latitante, rimasto al buio, è uscito dalla porta principale a una distanza utile al riconoscimento da parte degli operatori. La cattura è scattata nel giro di pochi minuti: i militari si sono recati all'ingresso dell'abitazione e si sono fatti aprire la porta. Ad accoglierli è stata la moglie, mentre lo stesso Pizzolato, a quel momento in un'altra stanza ha tentato inizialmente la carta della disperazione mostrando documenti attestanti false generalità, tra le quali anche quella del fratello deceduto in un incidente stradale alcuni anni fa. Alla fine, vedendosi ormai scoperto, ha confessato non opponendo alcuna resistenza all'arresto.

Pizzolato, che gode della doppia cittadinanza italo-brasiliana, ora si trova detenuto in una cella del carcere di Sant'Anna a Modena in attesa di giudizio per false generalità (rischia fino a 3 anni di reclusione) e verrà difeso in tale ambito dell'avvocato Lorenzo Bergami del Foro di Modena. Sul fronte diplomatico, invece, la palla passa alla Procura di Bologna che dovrà rispondere all'eventuale richiesta di estradizione che dovrà essere presentata dalle autorità brasiliane entro e non oltre 40 giorni.

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