Lapidi partigiane distrutte "per noia", identificati due minorenni

I Carabinieri hanno denunciato i due ragazzi che armati di bastone hanno rotto i cippi partigiani lo scorso settembre in via Chiesa San Prospero

Lo scorso settembre, a San Prospero, alcuni vandali avevano danneggiato a bastonate i cippi commemorativi della morte dei giovani partigiani Odino Artioli e Dino Bruni. Le lapidi poste in via Chiesa San Prospero erano state ritrovate spezzate dopo alcune ore e il fatto era stato denunciato alle autorità.

Dopo un mese di indagine i Carabinieri di Carpi e quelli San Prospero hanno assicurato alla giustizia i responsabili dell’atto; si tratta di due minorenni (uno di San Prospero e l’altro di Bomporto). I ragazzi hanno "scoperto" quel piccolo spazio all’interno del quale erano state posizionate le “pietre della memoria” durante un’annoiata passeggiata in bicicletta, poi hanno deciso di distruggerle ripresentandosi all’imbrunire, armati di un grosso bastone di ferro.

IL VIDEO | Le riprese dal telefono di uno dei vandali 

“L’abbiamo fatto per noia”, hanno detto i due giovanissimi, incastrati anche da alcuni filmati che i militari, dopo averli individuati attraverso un incessante attività info-investigativa, hanno rivenuto nei loro telefonini. 

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Lucio Ferrari, Presidente Provinciale ANPI di Modena, ha commentato così: "Rinnoviamo il nostro sentimento di solidarietà e vicinanza ai famigliari dei due partigiani al Sindaco ed alla comunità di San Prospero e rinnoviamo  il nostro impegno a proseguire la nostra lotta democratica per l'affermazione dei valori della Resistenza dell'Antifascismo e della Costituzione.  Il comune sentire democratico ed il comune impegno di cittadini, Istituzioni locali, Forze dell'Ordine è la migliore garanzia perchè fatti di questo genere non avvengano e si affermi un confronto ed un dialogo civile e democratico. Voglio esprimere un ringraziamento ed un plauso particolare alla Stazione dei Carabinieri di Carpi ed al suo comando per il brillante e positivo risultato delle indagini tese ad individuare i vandali e ad assicurarli alla giustizia".

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