Inaugurano le scuole Frassoni, due anni fa lo scandalo del cemento depotenziato

Con il nuovo anno scolastico l'edificio di Finale Emilia aprirà finalmente i battenti per insegnanti e studenti, lasciandosi alle spalle il sequestro dovuto all'inchiesta "Cubetto". A breve l'inaugurazione

Percorso lungo e tortuoso quello della Scuola Media Cesare Frassoni di Finale Emilia, che nei giorni scorsi ha trovato finalmente conclusione: l’edificio sarà inaugurato sabato 15 settembre. 

Era il maggio 2016 quando la scuola media che avrebbe dovuto ospitare gli alunni di Finale Emilia per l’anno scolastico 2016/2017, fiore all’occhiello della ricostruzione post-sisma, e le aziende che avevano partecipato alla sua costruzione, venivano travolte da una bufera giudiziaria che solo ad oggi ha trovato uno sbocco quantomeno sul versante della fruibilità dell'edificio. 

A scatenare quello che sarebbe in seguito diventato lo scandalo del cemento depotenziato, erano state alcune intercettazioni telefoniche nelle quali si parlava di un sospetto traffico di “cubetti”, ossia dei campioni di calcestruzzo che le imprese edili realizzano e inviano a strutture specializzate per il controllo qualità al fine di testare la resistenza del materiale utilizzato nel cantiere. Niente di strano, se dalle intercettazioni non fosse trapelato che il cemento utilizzato per la costruzione della struttura scolastica sembrava essere diverso (e si supponeva quindi, di qualità inferiore) dai campioni inviati al controllo qualità. 

La spiacevole scoperta innescò l’apertura di un’inchiesta, che vide inevitabilmente protagoniste le aziende coinvolte nella costruzione della struttura: AeC, che gestiva l’appalto, e Betonrossi Piacenza, che forniva il calcestruzzo. Pesanti le accuse pendenti su di loro: aver cercato di lucrare sui materiali della ricostruzione post sisma. 

Più che lecito il dubbio che la Scuola Frassoni non fosse l’unico edificio in cui era stata applicata questa tecnica: nel giugno 2016 dalla Procura arrivò la richiesta di un incidente probatorio per tutti i cantieri e le strutture già costruite da AeC. Furono prelevati campioni di calcestruzzo da cinque edifici della Bassa modenese ricostruiti da AeC dopo il sisma, quattro dei quali portati a compimento fornendosi dei materiali da costruzione della Betonrossi Piacenza, (Aula Magna “Rita Levi Montalcini”, sede della Croce Blu di via Posta Vecchia, scuola primaria e palestra di via Giolitti, palestra del Galilei), ma dalle analisi non emerse nessuna irregolarità.

Con l’aumentare delle strutture da analizzare anche i tempi dell’inchiesta si dilatarono e l’apertura della scuola slittò di un anno. Finalmente l’1 giugno 2017 venne depositato al Tribunale di Modena l’esito dell’incidente probatorio svolto. I risultati evidenziarono l’assenza di problemi strutturali e calcestruzzo conforme a quanto richiesto dal progetto per le parti in elevazione, ma non per le fondamenta. Il calcestruzzo utilizzato per la costruzione di queste ultime infatti, risultava avere resistenza leggermente inferiore rispetto a quella prevista dal progetto. Le analisi però sostenevano che nel complesso, il tipo di cemento utilizzato per la costruzione della scuola fosse compatibile in termini di sicurezza ad una struttura antisisimica di quel tipo.

Per concludere l’iter burocratico però serviva un “accertamento tecnico preventivo”, che avrebbe richiesto almeno altri due mesi: l’apertura della scuola venne posticipata quindi al 2018.

Oggi siamo nel 2018, l’anno scolastico sta per iniziare e il tanto atteso momento sembra essere alle porte. La notizia arriva da Sandro Palazzi, Sindaco di Finale Emilia”, che scrive: “Sono ormai passati due anni da quando le note vicende legate al cosiddetto “cemento depotenziato” hanno causato la mancata destinazione della struttura a funzione pubblica. Finalmente […] è ora possibile aprire la scuola e metterla a disposizione della comunità per lo svolgimento di attività didattiche e culturali”. Nel comunicato il Sindaco invita inoltre tutta la comunità a partecipare all’inaugurazione della scuola, che si terrà sabato 15 settembre alle ore 10.30. La scuola Frassoni si trova in via della Rinascita 4: il cerchio si chiude con una curiosa coincidenza, che in questo contesto suona come uno speciale augurio del destino.
 


 

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