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Immigrazione, inchiesta della Procura sul nuovo gestore del Cie

L'indagine intende fare luce sulle garanzie offerte dal consorzio Oasi di Siracusa, aggiudicatario del bando con una spesa giornaliera di 28,5 euro per ogni persona trattenuta nella struttura, contro i 74,5 della gestione precedente

Come fa ad autosostenersi la gestione del Cie di via Alessandro La Marmora con una spesa giornaliera così bassa? Dopo i sindacati e il direttore precedente, questa domanda se l'è posta anche la Procura di Modena che ha aperto un'inchiesta finalizzata ad approfondire questo aspetto. Come riportato dall'edizione modenese del Resto del Carlino, l'indagine condotta dal sostituto procuratore Marco Nicolini intende fare luce sulle effettive garanzie offerte dal consorzio Oasi di Siracusa, gestore del centro di via La Marmora dal luglio scorso dopo essersi aggiudicato l'appalto. L'Oasi era stato l'unico a presentarsi al bando indetto dal Ministero dell'Interno per la gestione, e aveva ottenuto l'incarico prevedendo una spesa giornaliera di 28,5 euro per ogni cittadino trattenuto nella struttura, contro i 74,5 che venivano spesi dalla Misericordia, il gestore precedente.

PREFETTURA - "La firma del contratto non ha ancora avuto luogo in quanto sono in corso ulteriori accertamenti istruttori". Così è intervenuta la Prefettura di Modena in merito all'inchiesta aperta le scorse ore sulla gestione del Cie di Modena. "L'Oasi è al momento - prosegue una nota - temporaneamente incaricata della esecuzione anticipata del contratto. Ciò si è reso necessario in quanto, secondo le clausole contrattuali, non sarebbe stato possibile prorogare ulteriormente la gestione da parte della Confraternita della Misericordia e si sarebbe dovuto procedere alla temporanea chiusura del Cie". La Prefettura di Modena, infine, precisa che "il nuovo presidente del consorzio, Emanuele Midolo, è subentrato dopo l'aggiudicazione dell'appalto".

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Commenti (1)

  • Sicuramente appare strano come si possa garantire un servizio (si presuppone di uguale qualità del precedente) ad un costo ridotto ad un terzo. Ben vengano indagini e chiarimenti. Mi preoccuperei più - semmai - di garantire che all'interno non vengano commessi atti illeciti (ospiti e visitatori non importa) e che non si possa evadere tranquillamente come accaduto in altri luoghi. Altro discorso è: ne vale davvero la pena? Qual è la vera utilità di questi centri (ossia: realizzano davvero la finalità originariamente prevista)?

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