Profughi "sfrattati" dalla Madonna del Murazzo, anche la Procura vuole vederci chiaro

Aperta un'indagine conoscitiva che sarà portata avanti dalla Polizia di Stato. Il procuratore Lucia Musti vuole acquisire tutti gli atti per ricostruire la filiera di rapporti e capire come sia stata gestita la struttura che ospita richiedenti asilo in condizioni davvero poco dignitose

Sul tavolo del procuratore capo Lucia Musti si trova un nuovo fascicolo, che nei prossimi giorni si riempirà della documentazione inerente al centro di accoglienza profughi della Madonna del Murazzo. L'area accanto allo storico santuario è finita nei giorni scorsi al centro di numerose polemiche, dopo un servizio de Il Resto del Carlino che denunciava il degrado degli ambienti e le difficili condizioni in cui si trovano gli stranieri che vi alloggiano, sotto la tutela della cooperativa sociale L'Angolo.

Un caso che ha destato subito interesse e preoccupazione ed è oggetto di un contenzioso che vede in causa non solo la cooperativa, ma anche l'Arcidiocesi proprietaria degli immobili e la stessa Prefettura, che gestisce l'affidamento dei rifugiati. La presa di posizione della Curia è stata molto forte, con i responsabili diocesani che si sono detti pronti e sciogliere l'accordo di fronte ai ripetuti richiami e allo stato dell'alloggio, in cui 48 persone vivono stipate senza riscaldamento sufficiente, con infiltrazioni e ambienti poco salubri.

La Procura ha quindi deciso di comprendere a fondo le dinamiche che hanno governato il servizio di accoglienza. Si tratta per ora di un'indagine conoscitiva, che non presuppone alcun tipo di reato, ma è semplicemente finalizzata a raccogliere tutta la documentazione relativa alla gestione dei profughi. Di questo compito si occuperà nello specifico la Squadra Mobile della Questura.

Intanto, ieri mattina il Prefetto di Modena Maria Patrizia Paba, ha avuto un incontro presso con l’Arcivescovo Erio Castelluccci ed il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, accompagnato dall’assessore Giuliana Urbelli per fare il punto sulla situazione. Lo stesso Castellucci ha reso noto di aver spedito al presidente della Cooperativa “L’Angolo” una lettera per chiedere il rilascio dell’immobile sinora utilizzato, facendo così venir meno i presupposti per l’accoglienza.

Resta dunque da capire quale sarà la destinazione dei 48 stranieri, per i quali dovrà essere trovato un alloggio alternativo: operazione tutt'altro che agevole viste le difficoltà a gestire tutti i nuovi arrivi sul territorio modenese, ormai saturo da quasi un anno. Maggiori indicazioni potranno arrivare dalle nuove politiche sull’accoglienza recentemente elaborate dal Governo, che saranno tra l’altro oggetto delle riunione del tavolo sull’accoglienza programmata per la giornata di venerdì 13 gennaio prossimo presso la Prefettura stessa.  

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