Attacco incendiario a Mirandola, le telecamere riprendono un sospetto

La magistratura modenese indaga per i reati di danneggiamento e incendio, aggravati dall'odio razziale. Al vaglio i filmati delle telecamera comunale, che ha ripreso una figura passare in via Verdi poco prima dell'atto vandalico

“Svolgeremo tutte le indagini possibili”, così il procuratore di Modena Lucia Musti all'indomani dell'atto vandalico verificatosi nel centro di Mirandola, dove il negozio gestito da cittadini marocchini è stato preso di mira da ignoti. Una bottiglia incendiaria ha annerito la vetrina del locale, mentre sull'asfalto è stata tracciata una scritta minatoria accompagnata da una croce uncinata.

Il gesto ha ricevuto condanne unanimi e ha visto anche una replica concreta con un presidio di solidarietà organizzato ieri pomeriggio dal sindaco di Mirandola Maino Benatti e partecipato da diverse decine di cittadini indignati.

Per quanto compete invece le forze dell'ordine e la giustizia, le indagini sono già partite con l'apertura di un fascicolo alla Procura della Repubblica. Gli inquirenti procedono per i reati di danneggiamento e incendio, aggravati dalle recenti normative in tema di odio razziale. Le accuse sono per ora, ovviamente, verso ignoti, dal momento che non si sono registrate rivendicazioni né prove tangibili.

Un elemento chiave potrebbe però risiedere nelle registrazioni della telecamera comunale posta in via Verdi, che ha ripreso la scena. Proprio in concomitanza con il momento in cui si è verificato l'incendio – tra le 2 e le 3 di notte – nei filmati si scorge una figura camminare in direzione di via Marsala. Un uomo, forse, longilineo e vestito con un giubbotto: troppo poco per identificarlo in modo chiaro. In ogni caso non vi è un'immagine diretta di persone all'azione.

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