Inchiesta CPL, sette ore di interrogatorio per gli ex dirigenti

Ultimi aggiustamenti sei PM modenesi prima della richiesta di giudizio immediato perla vicenda di CPL Concordia. Sentiti oggi Casari, Verrini e Montali, al centro del sistema corruttivo ipotizzato dalla Procura

Roberto Casari

Sgrezzare il materiale giunto dalla Procura di Napoli ed arrivare a stretto giro ad una richiesta di giudizio immediato. Questa la dichiarata intenzione dei PM modenesi, che hanno condotto quest'oggi quello che dovrebbe essere l'ultimo atto della corposa inchiesta su CPL Concordia. Un interrogatorio fiume di sette ore che ha visto il procuratore aggiunto Lucia Musti e i PM Pasquale Mazzei e Marco Niccolini confrontarsi per l'intera giornata con i tre principali indagati.

Davanti ai magistrati sono infatti comparsi il deus ex machina di CPL, Roberto Casari, insieme a Nicola Verrini, responsabile d'area, e Giorgio Montali, consulente esterno. Si tratta delle personalità che ancora mancavano all'appello nella serie di interrogatori condotti finora a Modena. I tre sono indagati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e finora – a quanto è trapelato – hanno mantenuto il massimo riserbo e negato le accuse.

Anche l'interrogatorio odierno non pare aver aperto scenari inediti, motivo per cui la Procura potrà procedere alla richiesta di processo in tempi molto rapidi, come nelle previsioni formulate ormai un mese fa dalla dottoressa Musti. Il futuro processo verterà esclusivamente sui fatti relativi alla metanizzazione dell'isola di Ischia, che ha scoperchiato il presunto sistema corruttivo della coop concordiese, destinato ad aprire altri filoni processuali in Campania e nelle Direzioni Antimafia.

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