Immanuel Casto: il porn groove diventa chic, ma resta freak

L'artista lombardo, trapiantato a Bologna, ritorna con un nuovo disco e un nuovo tour, senza rinunciare a quello stile che ha fatto scandalo nella scena musicale e videomusicale. E il suo orizzonte continua ad allargarsi

Foto dal sito web dell'artista

Abbiamo incontrato nuovamente, a distanza di due anni, il Casto Divo, che sabato 28 settembre salirà sul palco del Mr. Muzik Off di Modena, come tappa iniziale del suo Freak & Chic Tour 2013. Gli abbiamo rivolto alcune domande: ecco cosa ci ha raccontato.

Otto anni fa il tuo esordio, che fu dirompente ed ebbe sicuramente un effetto shock sulla scena musicale italiana. Come è cambiata la tua musica in questi anni?
C'è stata un'evoluzione enorme, specialmente in senso tecnico. I riferimenti musicali alla musica dance ed elettronica sono sempre quelli, dai Depeche Mode degli anni '80 ai Daft Punk e ai Justice, ma il modo di fare musica si è arricchito. Ho iniziato in maniera autonoma, ma oggi la produzione è diventata di gran lunga più ricca, grazie alla collaborazione con Stefano ‘Keen’ Maggiore e con producer esterni.

I temi invece non sono cambiati, così come il tuo stile distintivo. I tuoi testi restano molto forti...
Molti hanno profuso sforzi intellettuali fin troppo intensi, trascurando la componente ludica, che nei miei lavori, dai testi alle esibizioni, è sempre prioritaria. Erroneamente le mie canzoni vengono interpretate come una “denuncia sociale”, ma non è quello il mio intento. Io preferisco parlare di descrizione sociale: racconto la realtà dal mio punto di vista e la interpreto in prima persona, ma non esprimo un giudizio morale. Quello lo lascio al pubblico e a chi vuole cogliere diversi livelli di lettura nelle mie produzioni.

In questi anni pensi che la novità dirompente delle tue espressioni artistiche sia andata calando? O è ancora attuale?
Credo sia fisiologico che una novità si possa affievolire, per una sorta di effetto assuefazione. Ma c'è sempre una novità in ogni cosa che faccio ed il mio pubblico la percepisce. E i miei impegni sono stati molteplici, anche al di fuori della musica.

Raccontaci...
Negli ultimi tempi mi sono dedicato alla produzione di un cortometraggio, “A Wonderful Life” che ha riscosso successo in diversi festival internazionali. Ho anche iniziato la stesura di un libro, e realizzato il gioco di carte “Squillo”. Le evoluzioni non mancano. Per un periodo, nell'immediato futuro, mi sposterò in Australia, una scelta fatta per riscoprire il mio ruolo di art director e dedicarmi alla mie passioni originarie. Mi sento in una fase di grande apertura, in cui fare incetta di ispirazioni.

A proposito di “Squillo”. L'uscita del gioco ha generato molte polemiche e addirittura un'interrogazione parlamentare di denuncia dei contenuti “espliciti e immorali”. Come l'hai presa?
Ammetto che finire sulla prima pagina di Avvenire non mi ha reso di ottimo umore. I miei collaboratori erano entusiasti per la pubblicità gratuita che veniva data al gioco, ma io ero molto perplesso. Credo sia stata un ulteriore esempio di quanta ipocrisia ci circonda e in fin dei conti si sia ridotto il tutto ad una dimostrazione elettorale. Oggi posso dirmi soddisfatto del successo di Squillo, che è risultato uno dei prodotti più venduti nel suo settore. Ed è già pronta l'espansione “Bordello d'Oriente” che presenteremo con la Raven al Lucca Comics.

Il tuo impegno per i diritti omosessuali non è una novità. Qual è la tua analisi delle recenti evoluzioni politiche su questi temi?
C'è poco da dire, la situazione si commenta da sola: siamo indietro anni luce. In Italia non c'è parità di diritti e veniamo superati da tanti paesi europei e non solo. Però sono tendenzialmente ottimista: quando si dialoga con le persone, anche con chi si dice superficialmente contrario all'ampliamento dei diritti, e si arriva al nocciolo delle questioni, la domanda che nasce più frequente è “perchè no?”. Perchè non concedere la possibilità del matrimonio e delle adozioni anche alle coppie gay? Forse occorrerà ancora una generazione per superare il pregiudizio ideologico, ma resto ottimista.

Prima di salutarci, puoi darci qualche anticipazione del tuo spettacolo di sabato sul palco di Modena?
Come sempre ho riservato grande attenzione all'estetica dell'esibizione. Sarà uno spettacolo vario e coinvolgente, con la proiezione di video e la lettura di alcuni brani che ho composto io stesso. Tutto, come sempre, in forte chiave ludica.

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