Itinerari Modenesi | Le 4 curiosità che non sapevi di Castelvetro Rangone

Un paesino di appena 11.000 abitanti così carico di storia, monumenti e piaceri culinari è difficile incontrare. Una storia quella di Castelvetro che si divide tra battaglie, continue conquiste e riconquiste, e vini DOP, ecco le sue 4 curiosità più caratteristiche

E' uno dei luoghi più romantici della nostra provincia, ma è altrettanto carico di storia, sagre tradizionali e panorami mozzafiato. Gli #itinerarimodenesi fanno oggi tappa a Castelvetro Rangone in cerca delle sue 4 curiosità che non sapevate.

LA CITTA' DELLE TORRI. Per i visitatori più distratti a Castelvetro c'è solo una torre, la Torre dell'Orologio presente nella piazza centrale e più alta del paese, ma in realtà se ne contano ben 6. La posizione di supremazia del paese sul paesaggio lo rese in passato la meta preferita ai Rangoni per dare sfoggio della loro grandiosità, e nel Medioevo questo equivaleva nel costruire diverse torri sempre più alte. Le torri che potete trovare sono appunto: Torre dell'Orologio, Torre delle Prigioni, Torre degli Arcieri e Antiche Mura, Torrione del Palazzo Comunale, Torre dell'antica chiesa Santi Senesio e il Campanile della nuova chiesa Santi Senesio. Così facendo il comune di Castelvetro diventa a pieno titolo il paese con più torri nella provincia modenese.

IL PIU' IMPORTANTE AMORE DI TORQUATO TASSO. La storia del poeta Torquato Tasso è molto legata a quella di Castelvetro Ragone. Nato a Sorrento nel 1544 si trasferì in diverse città, da Roma a Bergamo, da Urbino a Venezia, fino a Padova e da lì a Bologna nel 1562. Aveva scelto Bologna per studiare, sostenuto economicamente da Monsignor Cesi, il rappresentante del Papa, ottenendo così anche la protezione del Duca di Urbino. Tutto andava bene finché non si divulgarono pasquinate anonime che deridevano anche pesantemente parecchi scolari, professori e cittadini. Si diffondeva il sospetto che l'autore fosse proprio il Tasso. La questione fu portata in tribunale e, una notte, mentre il poeta era assente, il capo della polizia capitò alla casa dove il giovane alloggiava, con un mandato di cattura, di perquisizione e di sequestro della sua roba. Avvertito, poi, nella stessa notte, dei provvedimenti che erano stati presi contro di lui, Torquato fuggì da Bologna e fu scortato a Castelvetro dai Conti Rangoni. Per il breve periodo in cui si trattenne in città se ne innamorò, ma presto venne scoperto e dovette scappare a Correggio. 

SEDE DELL'ENOTECA REGIONALE. Gli amanti del vino e del piacere culinario lo sanno, ma forse a qualche modenese potrebbe essere sfuggito. Ebbene sì, Castelvetro Rangone è la sede dell'Enoteca Regionale Emilia-Romagna, un luogo che contiene più di 200 etichette emiliano-romagnole, nonché la più ricca e variegata collezione di Lambrusco Grasparossa DOP e Aceto Balsamico Tradizionale DOP. La trovate in via Cialdini 6. 

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IL CENTRO INDUSTRIALE INNOVATIVO. Quando si pensa a Castelvetro si pensa la piazza a scacchi, le torri, il Lambrusco e le feste di paese, ma pochi sanno che nell'Ottocento rappresentò una delle realtà industriali più importanti d'Italia. Fu infatti il primo luogo italiano con un forno Hoffman, il più efficiente per la lavorazione del Laterizio. Considerate che all'epoca dei fatti il Laterizio era il materiale più usato per la costruzione di edifici. I castelvetresi importarono il forno Hoffman e crearono la prima produzione a fuoco continua di mattoni e laterizi. 

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