Itinerari Modenesi | Viaggio tra le leggende della bassa modenese

Mirandola e Carpi sono da sempre terre di storie popolari e leggende magiche. Ecco le raccontate in un viaggio tra cavalieri, oggetti magici e luoghi incantati

La bassa modenese non è solo terra dell'abbigliamento e dei tortelli di zucca, ma ha anche una lunga storia popolare che è spesso poco nota. Ecco le leggende e le storie popolari della bassa modenese: 

I MISTERI CABALISTICI DI GIOVANNI PICO (MIRANDOLA). Il personaggio modenese più avvolto nel mistero, forse anche più di San Geminiano, è Giovanni Pico della Mirandola, appassionato a diverse arti e scienze, tra cui la magia. Egli ritiene che nella cabala sia una fonte di sapienza a cui attingere per decifrare il mistro del mondo e nella quale Dio appare oscuro e apparentemente irrangiungibile dalla ragione. Dalla cabala giunge alla magia e da qui la storiografia si mescola con la leggenda. Si dice che Giovanni Pico operassse attraverso simboli e metafore di una realtà assoluta che è oltre il visibile attraverso la conoscenza della struttura matematica.

LA LEGGENDA DI RE ASTOLFO (CARPI). Il protagonista di questa leggenda carpigiana è il re Astolfo. Il reale longobardo era solito andare a caccia in umide paludi ed intricate foreste con il suo fedele falcone. Un giorno, mentre era in caccia, laciò il suo falco all'inseguimento di una preda, ma ecco che il rapace scomparve nel nulla. Il Re lo cercò disperato ma non lo trovò, perciò decise di fare un voto. Ossia, se lo avesse ritrovato avrebbe fondato una città e una chiesa dedicata alla Madonna. Dopo numerose ricerche lo ritrovò appollaiato sul ramo di un grande albero di carpine, e così decise di fondare una città che si chiamasse Carpi e una chiesa intitolaata Chiesa di Santa Maria in Arce, ossia La Sagra.

AL BARNARDON, IL NOSTRADAMUS MODENESE (MIRANDOLA).  Famose in tutto il mondo sono le terzine di Nostradamus, che secondo alcuni sarebbero in grado di raccontare il futuro attraverso un intricato sistema di simboli e codici. Nello scrutare gli astri per comprendere il futuro non c'è solo il famigerato Nostradamus, ma molti altri si sono ispirati al cosmo per capire il domani, tra di essi c'è il mirandolese Al Barnardon.  Il libro "Al barnardon" nasce nel 1878, chiamato così perché il suo famigerato astrologo era grande e grosso. Non si tratta tanto di profezie apocalittiche, ma di ironiche previsioni astrologiche che raccontano una bassa modenese di 135 anni fa con il suo lunario. I cardini delle previsioni del Barnardon sono semplici "d'estate fa caldo e d'inverno fa freddo" e con questo principio ha riempito di lunari le case dei mirandolesi. Ancora oggi all'epoca del web, al Barnardon continua ad essere appreso nelle abitazioni della bassa, forse non più nelle stalle, ma la sua testimonianza di un futuro più ironico non mancherà mai. 

LA LEGGENDA DELLA DAMA BIANCA (CARPI). Protagonista di questa leggenda è il castello dei Pio a Carpi, che in epoche passate ospitava una bellissima dama, moglie di uno dei signori Pio che governava la città. Non si conosce il nome della donna, forse era Bianca ma non si è sicuri, tuttavia si sa che il marito era davvero crudele, rozzo e rude. Un guerriero che faceva sfoggio delle sue capacità belliche, ma poi chinava il capo davanti ai signori di Milano. L'uomo fu crudele che fece uccidere la moglie e la fece gettare da una finestra del castello, ma prima che ciò accadesse la donna gli lanciò una maledizione e queste ebbe successo, infatti l'uomo sarebbe morto in una prolungata agonia.

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