Lavoro nero, chiuso l'ennesimo laboratorio tessile cinese

Ispezione dei Carabinieri in tre fabbriche della zona di San Felice sul Panaro. In una di queste è stata trovata manodopera senza contratto e per questo il titolare è stato multato per 10mila euro. L'attività ripartirà solo dopo la regolarizzazione dei dipendenti

I Carabinieri della Stazione di San felice sul Panaro insieme ai militari dell’Ispettorato del Lavoro di Modena hanno eseguito alcuni controlli nei laboratori tessili del paese della Bassa, sospendendo l’attività di uno, risultato irregolare. Un fenomeno ormai diffusissimo, che vede i cittadini orientali operare in tutto il distretto tessile al confine della legalità, molto spesso valicandolo.

Più precisamente, sono stati tre le fabbriche sottoposte verifiche, con il controllo complessivo di circa una quindicina di lavoratori, tutti di nazionalità cinese. Presso uno dei tre laboratori è stata riscontrata la presenza di sei lavoratori di cui ben tre in nero, privi di un regolare contratto di assunzione. Per questo l’attività del proprietario cinese di 50 anni è stata sospesa fino al pagamento della multa prevista -c he si aggira attorno a circa 10.000 euro - e la regolarizzazione dei lavoratori in nero. 

Il piano terra dello stabile risultava essere stato adibito a laboratorio, mentre i dipendenti dormivano in alcuni appartamenti situati al piano superiore, in condizioni igienico-sanitarie non certo idilliache, ma che non hanno riportato irregolarità.

Negli ultimi anni l’attenzione rivolta dai Carabinieri al regolare svolgimento delle attività commerciali ed imprenditoriali è cresciuta, sia per salvaguardare la tutela dei diritti dei lavoratori sia per assicurare una regolare concorrenza del mercato, la cui violazione determina una distorsione del mercato. La concorrenza sleale svolta da diverse imprese di proprietà di cittadini cinesi è da tempo nel pieno del dibattito. Ma oltre alle periodiche multe e a qualche denuncia dei soliti Carabinieri non si è mai andati.

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