"Sono entrato in cardiologia con due gambe, ne sono uscito con una sola"

La storia di un paziente del reparto di Emodinamica del Policlinico: una coronarografia gli ha causato la cancrena all'arto. "Per salvarmi la vita, hanno dovuto amputarmi la gamba sotto il ginocchio"

"Sono entrato in emodinamica nel reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena camminando con le mie due gambe per un controllo e, qualche tempo dopo, non avevo più una gamba". E' questa la storia di Fausto, un cittadino che si è rivolto al Codacons per rendere pubblico il calvario che ha dovuto sopportare al Policlinico di Modena:  "E' tra i tanti che si sono rivolti a noi per la vicenda legata all’unità di Emodinamica del reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena - ha scritto su Facebook Fabio Galli, presidente regionale del Codacons - Ci ha chiesto di aiutarlo nel far pervenire ai giornalisti una sua lettera aperta indirizzata a quei medici che hanno manifestato la propria solidarietà alla Prof.ssa Maria Grazia Modena per la mancata riconferma nel ruolo di Direttore". Fausto contesta la mancata informazione che avrebbe avuto luogo al momento di firmare la liberatoria per l'esame: "Chi mi ha sottoposto a quell’esame - recita la lettera - non mi aveva avvertito su cosa significasse sottoporsi ad una coronarografia. In quella occasione mi hanno fatto firmare un foglio dove non c’era scritto nulla che si riferisse ai possibili benefici e agli eventuali rischi e, comunque, quelle informazioni, se mi fossero state note, mi avrebbero indotto a non sottopormi mai a quel maledetto esame".

CANCRENA - La lettera prende spunto da quanto pubblicato nelle ultime settimane sui quotidiani locali in merito ai diversi messaggi di solidarietà giunti alla Professoressa Maria Grazia Modena per la mancata conferma della stessa  alla guida del reparto di Cardiologia dell'Ospedale Universitario di Modena:  "Certo, non nascondo un po’ di invidia in quanto a me, pensionato, già operaio, nessuno ha mandato neanche un saluto, neanche una pacca sulla spalla - commenta - Perché questi medici avrebbero dovuto manifestarmi la loro solidarietà? Perché avrei dovuto destare il loro interesse? Forse perché, pur non richiesta mi è stata fatta una coronarografia alla gamba? Neanche questo può essere abbastanza! Magari, per il fatto che, successivamente all’intervento subito, l’alluce del piede della gamba dopo poche ore è diventato nero e faceva tanto male? Potrebbe essere più interessante il fatto che, tornato presso il reparto di Cardiologia del policlinico di Modena, si sono rifiutati di sottopormi a visita, sostenendo che io non risultavo in cura presso quel reparto, così, “spedendomi” in Dermatologia?"

AMPUTAZIONE - "In dermatologia, un po’ di interesse devo averlo suscitato - prosegue Fausto - Forse, anche un po’ di pena. Dunque, forse, l’unico punto degno di solidarietà potrebbe essere che il mio dito era andato in cancrena e, quindi, qualcuno si era reso responsabile di un danno irreparabile ledendomi irrimediabilmente una arteria. Successivamente, non al Policlinico, ma all’Ospedale di Baggiovara, un bravo dottore, per salvarmi la vita, ha dovuto amputarmi la gamba sotto il ginocchio, non essendoci ormai più nulla da fare!". Da qui, Fausto ritorna al punto iniziale, alla richiesta di solidarietà rivolta ai medici che hanno espresso la loro vicinanza alla Prof.ssa Maria Grazia Modena: "Per favore scrivete anche a me due parole di conforto, ciò non sarà di alcun vantaggio per la vostra carriera ma mi farebbe molto piacere".

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