Si finge giornalista per entrare al vertice Renzi-Merkel, Mauro Merlino fermato dalla sicurezza

L'attivista di Fiorano è stato bloccato ieri dagli agenti della Digos di Modena ai cancelli dello stabilimento Ferrari, dove si è presentato con un "pass stampa" rilasciato in maniera dubbia. Voleva dimostrare una falla nei controlli. Indagini in corso

Nella cittadina di Maranello, presidiata da oltre 300 agenti delle forze dell'ordine, il vertice bilaterale tra Italia e Germania si è svolto nell'assoluta tranquillità e senza alcun fuori programma. Eccetto uno, non certo gravissimo, ma che ha dato qualche grattacapo in particolar modo alla Digos di Modena, che aveva proprio il compito di monitorare eventuali situazioni a rischio legate a costestazioni delle autorità presenti. Il fuori programma in questione ha riguardato Mauro Merlino, l'attivista fioranese diventato personaggio mediatico a seguito della denuncia e del processo per diffamazione contro Equitalia.

Intorno alle ore 17, cioè quando le delegazioni sono arrivate allo stabilimento Ferrari per il summit e la successiva conferenza stampa, Merlino si è presentato ai cancelli della fabbrica del Cavallino, con la collo un "pass stampa". Gli agenti lo hanno intercettato prima che questi potesse accedere all'area e raggiungere il gruppo dei (nostri) colleghi che attendevano l'arrivo di Renzi e Merkel.

Gli uomini della Digos – che ben conoscono le sue iniziative pubbliche spesso sopra le righe – lo hanno riconosciuto immediatamente, bloccato ed interrogato, per capire come mai fosse in possesso di un regolare accredito per i giornalisti. Merlino stesso ha spiegato di essersi fatto consegnare il pass al banco degli accrediti stampa, che nel pomeriggio ha regolarmente registrato quasi 150 operatori dell'informazione presso il Museo Ferrari. Merlino si è presentato con il solo documento di identità ed è riuscito a convincere gli addetti della Presidenza del Consiglio dei Ministri a farci accreditare.

La dinamica resta ancora un mistero e la Digos sta approfondendo quanto accaduto all'ufficio stampa, che per nessuno motivo avrebbe dovuto consegnare il pass ad una persona chiaramente non autorizzata. 

Merlino, dal canto suo, ha ammesso abbastanza candidamente di essere lì proprio per dimostrare di aver sfruttato una falla nel sistema di sicurezza. Nei giorni precedenti aveva commentato in maniera aspra il vertice: "Arriva Renzi e mettono Maranello a lucido non facendo lavorare nessuno? Invece ti tirare a lucido una città solo per l'arrivo di qualche politicante europeo che si lavori seriamente per togliere un degrado senza precedenti! Vogliamo città sicuree serrande che non chiudono. Perchè non si apparecchia la tavola ogni giorno con l'apparenza!". La sicurezza tuttavia ha retto, impedendo sul nascere nuove boutade mediatiche.

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