Itinerari Modenesi | Le 5 chiese più misteriose di Modena

Non solo il duomo, ma sono tante le chiese a Modena che racchiudono storie e leggende che raccontano di tempi e di uomini misteriosi. Ecco il nostro viaggio tra le chiese più misteriose della città

Modena è da sempre conosciuta per le sue innumerevoli chiese, in particolare per il suo duomo. Una storia, quella del cristianesimo nella nostra città, che affonda le radici nel lontano primo medioevo, in cui la città era diventata luogo sacro ai cristiani, ma tutti sapevano che nei boschi si celebravano ancora i riti pagani. Ecco le 5 chiese di Modena dai segreti e dalle storie più straordinarie:

SAN DOMENICO, LA CHIESA DELL'INQUISIZIONE. La Chiesa di San Domenico è baciata dal sole e riconoscibile in quanto "la chiesa di fianco a Palazzo Ducale", ma non troppi secoli fa era un luogo sinistro, dove gli eretici erano interrogati, torturati e giudicati. Erano infatti i domenicani ad avere il controllo del tribunale dell'Inquisizione in Italia, e non solo, durante il XVI e XVII secolo, e Modena non era da meno. In realtà l'attuale chiesa non è quella dell'epoca, poiché ricostruita nel 1707, secondo il progetto di Giuseppe Antonio Torri, per permettere l'ampliamento del Palazzo Ducale. Questa riedificazione non toglie certo i segni di un passato in cui bastava una diatriba tra vicini di casa o il sospetto di una vita leggermente fuori dall'ordinario cristiano, per finire davanti al tribunale. Per i modenesi andò meglio che a Bologna o nella vicina Parma, perché infatti gli Este erano laici e il papato non era certo un alleato, dato che fu proprio Papa Clemente VIII ad espropriare gli Este di Ferrara. 

SAN PIETRO, DOVE SI INCONTRANO SACRO E PROFANO. La chiesa di San Pietro è da sempre oggetto di studio, non solo perché è la più antica chiesa di Modena, bensì perché racconta la storia di una delle prime comunità monastiche del territorio, che si insediò nella città geminiana nel 996. La chiesa racchiude ancora quell'immaginario cristiano-pagano dell'Alto Medioevo, in cui magia e miracoli si mescolavano fino a storpiare la storia, quasi a renderla leggenda. Un primo elemento interessante è la colonna di fronte alla facciata, che vede nella sua sommità una croce, e per paradosso la sua sorella romana, sede del papato, presenta anch'essa una colonna-obelisco nella sua piazza, anche se in questo caso posteriore. L'interno della chiesa racconta di un mondo monacale oscuro e riflessivo, ma che in realtà non era così isolato come si pensa, basti pensare al presbiterio, dietro all'altare, che ha una forma a raggiera come quello di Notre-Dame di Parigi, per altro della medesima epoca. Vale la pena visitare questo luogo e dare un omaggio alla tomba di Alessandro Tassoni.

IL DUOMO DI MODENA, LA CHIESA DEL SANTO GRAAL. Sono migliaia i libri che parlano delle bellezze del Duomo di Modena, un monumeto entrato a far parte del Patrimonio dell'Umanità Unesco. Tra le tre navate e il marmo bianco, i più grandi misteri si inseriscono all'interno dei racconti scolpiti nei suoi bassorilievi. Un percorso itinerante tra i mostri e le leggende medioevali che circolavano nel Nord Italia durante il XII secolo. Cosa lo distingue davvero dalle altre cattedrali emiliani? Probabilmente il mistero più interessante riguarda la raffigurazione di Re Artù sopra l'architrave della Porta della Pescheria, che narra di una leggenda che sarebbe stata redatta solo mezzo secolo dopo la realizzazione del bassorilievo. Una leggenda le cui origini si perdono nella notte dei tempi, e la mancanza di documenti scritti precedenti alla raffigurazione modenese, la rendono ancora più misteriosa. 

SANTA MARIA DELLA POMPOSA, TRA I SEGRETI E LA TOMBA DEL MURATORI.  E' una delle chiese più antiche della città e, seppur sia dedicata a San Sebastiano, tutti la conosco come Santa Maria della Pomposa, per indicare l'abbazia di Comacchio da cui dipese fino al '400. L'aspetto attuale, così cupo e torreggiante, risale agli inizi del XVIII secolo, secondo il volere di uno degli uomini più enigmatici della storia modenese, Ludocivo Antonio Muratori, che ne fece il prevosto alla cappella, e dove poi venne seppellito. Storico, giurista ed erudito, Muratori è considerato una delle menti più geniali del '700, e ciò che lo rende ancora più particolare è il fatto che, seppur avesse preso i voti, era considerato innovatore da alcuni ed eretico da altri. Fu tra i primi ad immaginare una letteratura italiana e non più campanilistica, e il primo a pensare che la conversione dei nativi americani poteva garantire un ritorno al cristianesimo delle origini. La chiesa di Santa Maria della Pomposa venne completamente rivoluzionata da lui, tanto che nel 1923 venne intitolata a Monumento Nazionale. 

SAN VINCENZO, IL PANTHEON DEGLI ESTENSI.  Non tutti lo sanno , ma la Chiesa di San Vincenzo, vicino al Tribunale, non è solo uno dei tanti luoghi religiosi di Modena, ma è il Pantheon della famiglia Estense. Fu il duca Francesco IV d'Austria-Este che nel 1837 decise di destinarla ad accogliere le spoglie dei Ducali del '600, dei loro consorti e dei loro figli. Infatti le tombe dei Duchi di Modena erano sparsi tra varie chiese modenesi, e così edificò la Cappella Mortuaria Estense. Distribuiti in una cappella a pianta ottagonale giaciono i duchi Francesco II, Alfonso IV, Duca francesco I e l'ArciDuca Ferdinando Carlo Vittorio, Ercole III Rinaldo e  il Duca Rinaldo D'Este. La volontà di Francesco IV venne mantenuta anche dopo la sua morte, fino ad accogliere le spoglie di Francesco V, l'ultimo duca di Modena, le cui spoglie furono portate da Vienna alla capitale del suo ducato.

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