Modena³: il cemento e l'urbanistica finiscono sotto processo

Presentato ieri al Teatro Tempio il documentario del giornalista Gabriele Veronesi: l'edilizia "ipertrofica" e i poteri forti locali finiscono nel mirino in 50 minuti di filmato

La locandina del documentario

Era stato annunciato a più riprese nelle ultime settimane e alla fine le alte aspettative create attorno all'evento sono state puntualmente esaudite: l'anteprima di Modena³, il documentario sulla speculazione edilizia in città realizzato dal giovane Gabriele Veronesi ha raccolto applausi a scena aperta ieri sera al Teatro Tempio di viale Caduti in Guerra. Presenti più di 200 persone che, pur di assistere al filmato, si sono assiepate in ogni spazio utile, chi in piedi, chi seduto sulle scale, chi accovacciato per terra.

COSA FUNZIONA - Sul banco degli imputati di questi 50 minuti di filmato salgono il cemento, l'assessore all'urbanistica Daniele Sitta, il documento “Modena Futura”. Sotto la Ghirlandina, quando si parla di cemento è inevitabile volgere il pensiero a tutte quelle cooperative del mattone che orbitano attorno al centrosinistra locale: nel documentario, Veronesi ha avuto il merito di sbrogliare la matassa e di spiegare con chiarezza, per chi non lo sapesse, quali siano i gruppi che detengono i cantieri più succosi (Ccc, Cmb e Cme) nella zona sud del Comune, quella maggiormente interessata dall'espansione del mattone, un'espansione “ipertrofica”, senza dimenticare l'onnipresenza della sempre meno “bianca” Bper. Ed è qui che salgono in cattedra l'assessore Sitta e il documento Modena Futura, il primo come fautore di un'urbanistica che trova sul suo cammino la nascita di comitati ad ogni centimetro di territorio in cui si intende portare una ruspa, il secondo come testo ispiratore dell'incremento da 180mila e 230mila abitanti con la “densificazione”, ovvero l'edificazione di più stabili con metrature ridotte ma a forte sviluppo verticale. Vengono passati in esame i diversi casi “urbanistici” che hanno caratterizzato le cronache locali degli ultimi mesi (Autodromo di Marzaglia, Cannizzaro, Aristotele, Parco Ferrari, Fonderie, Amcm, Novi Park) con l'intervento di esponenti di comitati ed esperti come il geologo Giovanni Martinelli (“Le falde acquifere di Modena non sono capaci di sostenere 250mila abitanti, sono già a soglia con 180mila”) ed Ezio Righi, già architetto del Comune: quest'ultimo in particolare si interroga sull'acquisto di terreni agricoli della zona sud di Modena da parte di grandi gruppi dell'edilizia, domandandosi se questo acquisto sia stato effettuato prima o dopo il documento “Modena Futura” (datato 2008), testo che appunto teorizzava la proliferazione edilizia nella zona sud con conseguente trasformazione di destinazione d'uso.

COSA NON FUNZIONA - Proprio questo quesito non trova risposta nel documentario e cade nel vuoto. Altra debolezza, come giustamente sottolineato dal giornalista Stefano Aurighi nel dibattito susseguitosi alla proiezione, è l'assenza della voce diretta dell'assessore Daniele Sitta, presente solo in alcune registrazioni del consiglio comunale: “Ho fatto questa scelta – si è difeso il documentarista Veronesi – proprio perché Sitta ha sempre occasione di parlare e dire la sua, poi se vorrà esprimersi io sono pronto per ascoltarlo”. Nel filmato i comitati ambientalisti abbondano (altre figure che sui giornali, ormai, hanno piantato le tende) e con essi anche gli interventi del capogruppo Idv Eugenia Rossi con tanto di bandiera di partito sullo sfondo e i commenti di Italia Nostra con il numero uno modenese Giovanni Lo Savio. Assente nella trattazione del documentario la questione inceneritore (e con essa la VIrgin in via Della Valle), quando nella realtà della politica locale questo argomento entra spesso e volentieri a gamba tesa nel dibattito sull'urbanistica e sul consumo del territorio. Sempre a proposito dei comitati e della volontà di partecipazione della cittadinanza, risulta alquanto contestabile il giudizio espresso dal documentario sull'istruttoria pubblica sul parco Ferrari tenutasi questa estate: Veronesi ha presentato la due giorni di incontri come un successo, quando la presenza in sala in via Razzaboni è stata ben al di sotto delle aspettative dei movimentisti anti-piscina.

CONCLUSIONI - Nei prossimi giorni, il documentario Modena³ sarà disponibile gratuitamente in streaming sul proprio sito internet: seppur non esente da difetti, in 50 minuti di filmato riesca perfettamente nel suo obiettivo, ovvero quello di instillare dubbi nello spettatore, o meglio, nel cittadino modenese, che si approccia a un argomento spinoso e difficile come quello dell'urbanistica. Uno spettatore che alla fine si porrà delle domande e molto probabilmente andrà a pensare a come ha vissuto fino a quel momento e come ha vissuto la città riflettendo sul modello di sviluppo geminiano e, soprattutto, sulla battuta finale pronunciata dal meteorologo Luca Lombroso, uno degli esperti intervistati da Veronesi: “Per 30-50 anni abbiamo fatto festa: ora, la festa è finita”.

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