Villa Igea, muore anziano preso a bastonate dal compagno di stanza

Dopo due settimane di agonia si è spento il novantenne aggredito da un paziente psichiatrico con cui condivideva la stanza nella clinica privata modenese. Ora la Procura dovrà svolgere una complessa indagine per comprendere quanto accaduto

E' morto Salvatore Paderno, da due settimane ricoverato in ospedale dopo le lesioni subite durante la sua permanenza a Villa Igea. Sono state due settimane di disperati tentativi da parte dei medici di Baggiovara di curare le ferite inflitte all'anziano 90enne da un altro paziente della struttura privata modenese, ma che il corpo già debilitato di Paderno non è riuscito a superare. L'anziano si è spento così nella notte di sabato 1 agosto.

Una vicenda preoccupante che aveva avuto inizio lo scorso 15 luglio, a seguito di un raptus di follia. Un altro paziente con cui l'anziano condivideva la stanza, un uomo di mezz'età con gravi problemi psichiatrici, aveva infatti impugnato un bastone e si era avventato sul malcapitato sdraiato sul letto, colpendolo ripetutamente e imprecando. L'uomo aveva riportato fratture multiple a gambe e braccia, nonchè un trauma cranico o la rottura del setto nasale e di alcuni denti.

Paderno era stato trasferito nella struttura privata dopo una serie di ricoveri precedenti al Policlinico di Modena e si trovava in condizioni stabili al momento dell'aggressione. Ovviamente a finire sotto accusa – oltre all'aggressore già querelato per lesioni - è stato e sarà il sistema di vigilanza di Villa Igea.

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La magistratura modenese – che ancora non ha ricevuto le carte - dovrà ora procedere con l'ipotesi di omicidio e verificare non solo le condizioni di salute mentale del paziente che ha aggredito Paderno, ma anche le eventuali omissioni da parte del personale della clinica in merito alla vigilanza dei malati ricoverati. La famiglia di Paderno, attraverso il proprio legale, ha presentato infatti una seconda querela che ipotizza il reato di omicidio preterintenzionale, o, quanto meno, la morte come causa di altro delitto.

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