"Il Piacere dell'Archivio": in mostra codici del XII e XIII secolo

L'Archivio Storico del Comune di Modena ha allestito una mostra di documenti preziosi, codici delle Arti e corporazioni dei Collegi professionali della Modena medievale nelle proprie sale presso il Palazzo dei Musei

L'Archivio Storico del Comune di Modena ha in mostra, per Il Piacere dell'Archivio, alcuni preziosi documenti del periodo medievale: statuti delle Arti e Corporazioni e degli Ordini Professionali. Si tratta di codici miniati che testimoniano la vita economica, assistenziale  e “amministrativa” nei secoli XIII-XVI. L'Archivio è, come ci  ricorderà il direttore Franca Baldelli, il pubblico fondamento per la certezza e la trasparenza dell'azione amministrativa. La pubblica amministrazione per poter lavorare e perseguire i suoi scopi istituzionali produce documenti, e i documenti nel loro complesso costituiscono l’archivio. L'archivio è, quindi, strumento e residuo dell’attività istituzionale di un soggetto giuridico.

Mentre l'archivio corrente o archivio in formazione serve per conoscere in modo autentico le situazioni affrontate dall'Ente e i precedenti amministrativi, programmare per obiettivi, tenendo conto delle risorse, verificare i risultati raggiunti, provare diritti dell'Ente stesso e dei Cittadini nel contesto della certezza del diritto, l'archivio storico è testimonianza di questa stessa attività nel nostro passato, e dimostra come nei secoli che riteniamo bui, l'amministrazione prestasse grande attenzione alla documentazione d'archivio unica prova e testimonianza del buon operato degli amministratori.

Le arti e i mestieri, non più costrette nel chiuso sistema economico delle corti medioevali, trovano nuovo impulso e nuovo vigore intorno al 1200: la città è il centro della cita civile, intellettuale ed economica, è il luogo dove si tengono i mercati, nel quale convergono gli ambulanti e si concentrano tutte le attività commerciali e artigiane, non solo cittadine ma anche del distretto di Modena. Il fenomeno associativo comprende la quasi totalità delle attività economiche. Lo statuto più antico rimastoci è quello dei fabbri del 1244. Le corporazioni di arti e mestieri a Modena nel 1327 (Statuti della città, 1327 L. II, rub. ultima) erano i Giudici, Notai, Fabbri e orefici, Macellai, Sarti, Banchieri, Pescatori, Salaroli (venditori di sale), Navigatori, Lavoratori di pelli, Cartai, Lavoratori del bixello, della lana, del lino, Stracciaroli, Venditori di spezie, Merciai, Barbieri, Tavernieri-albergatori-fornai, Falegnami, Muratori, Tessitori.

Il nuovo direttore dell’archivio Storico del Comune di Modena, Franca Baldelli, intervistata sulla mostra ci ha anticipato anche che è sua intenzione proporre anche in futuro alla città piccole iniziative per mostrare i gioielli del patrimonio documentario.

Perché ha intitolato la mostra proprio “Il Piacere dell’Archivio”?
Per significare che l’archivio è sì un luogo per studiosi e specialisti ma anche patrimonio comune dei cittadini modenesi che a qualunque titolo possono godere di un materiale così prezioso per la memoria storica collettiva della città.

L’archivio è spesso inteso solo come luogo di studio, qual è il vero servizio che può offrire?
L’archivio corrente, ovverosia la documentazione che ogni giorno sedimentano per motivi pratici gli Uffici del Comune di Modena, è oltre che un servizio al cittadino cui l’amministrazione dedica impegno e attenzione, la nostra futura memoria e la testimonianza storica di scelte, errori e decisioni dei cittadini tutti.

Come mai solo pochi pezzi in mostra?
In mostra volutamente sono esposti pochi pezzi ma di straordinario valore e importanza anche per permettere ai visitatori di coglierne tutti gli aspetti: grafici, decorativi, amministrativi, nel loro contesto più idoneo.

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