Neonata morta al Policlinico, l'Ausl: "Disgustosa distorsione dei fatti"

La versione dell'Azienda Sanitaria: "Non è vero che i medici si siano rivolti a una qualsiasi agenzia di pompe funebri, ma hanno provveduto al trasferimento della salma presso le Camere Ardenti per l'autopsia"

L'Ausl di Modena batte i pugni sul tavolo e non ci sta a passare per una dispensatrice di malasanità, decidendo così di fornire la propria versione sul caso della neonata venuta alla luce all'Ospedale Ramazzini di Carpi successivamente deceduta al Policlinico di via del Pozzo: "Per tranquillizzare l'opinione pubblica e non dare adito a dubbi e preoccupazioni su una struttura, la Neonatologia, di assoluta eccellenza", l'Ausl ha voluto fornire alcuni informazioni "a correzione di quanto sostenuto dai legali e riportato dalla stampa, circa presunte - e assolutamente fantasiose - ricostruzioni che rischiano di trasmettere un' immagine profondamente distorta dello svolgimento dei fatti".

RICOSTRUZIONE - La piccola, ha ricordato l'azienda, "è giunta alla nostra osservazione a circa 2 ore e 30 minuti dalla nascita, nella giornata di domenica 28 agosto, in condizioni critiche e intubata per una grave depressione cardiocircolatoria alla nascita". Quindi "le sue condizioni generali sono sempre state molto gravi con una prognosi riservata comunicata ai genitori durante i colloqui", e la neonata "è deceduta a circa 36 ore di vita per l'aggravarsi della situazione e l'inefficacia delle terapie instaurate a fronte di un quadro di sofferenza metabolica impossibile da correggere".

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FALSITA' - "Non è assolutamente vero - ha sottolineato ancora l'azienda - che, a questo punto, i medici si siano rivolti a una qualsiasi agenzia di pompe funebri ma hanno immediatamente provveduto al trasferimento del corpo della neonata presso le Camere Ardenti del Policlinico, per l'effettuazione dei necessari esami autoptici, richiesti all'Anatomia Patologica dagli stessi sanitari". Tra questi, si precisa, "sono stati richiesti anche accertamenti biochimici presso altri laboratori extraregionali, per verificare la possibile presenza di una malattia metabolica congenita". Dunque, si conclude la nota,
«troviamo disgustoso da parte dei legali il tentativo di distorcere arbitrariamente i fatti, nel tentativo di avocarsi meriti che non hanno, creando pregiudizio sulla professionalità dei nostri medici".

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