Nomadi arrestati per furto di gasolio, Senad Seferovic ci ricasca

Quattro persone sono state notate dalla Polizia mentre rubavano il carburante da un autoarticolato in sosta in via Canaletto. Inseguiti e arrestati. Tra loro anche Senad Seferovic, al centro di un caso diplomatico nel 2012, quando Cecile Kyenge fu in prima linea per la sua liberazione dal CIE

La serata di controlli straordinari da parte della Polizia ha permesso agli agenti della Volante di bloccare un furto messo in atto ai danni di un autoarticolato parcheggiato in strada Canaletto Nord. Una pattuglia ha notato intorno alle 20.40 un camper che si era accostato in maniera sospetta al mezzo e ha deciso di approfondire la situazione, scoprendo che in effetti dietro il veicolo si nascondevano quattro persone, intente a rubare il carburante.

I quattro ladri avevano tagliato una rete metallica accanto alla quale era stato posteggiato il mezzo pesante e avevano forzato il tappo del serbatoio, incominciando ad aspirare il gasolio in alcune taniche. Alla vista degli agenti i quattro si sono dati alla fuga di corsa, scavalcando recinzioni ed entrando in alcuni giardini privati, ma i poliziotti sono riusciti ad avere la meglio. I quattro sono finiti in manette e accompagnati nelle celle della Questura per gli accertamenti.

È così emerso che si trattava di quattro nomadi, tra i 20 e i 40 anni, già noti alle forze dell'ordine. Tra loro anche un arrestato “illustre”, che ha calcato le pagine della stampa locale sia per le sue disavventure diplomatiche che per quelle criminali. Si tratta del 27enne Senad Seferovic, il ragazzo di origine bosniaco protagonista di una mobilitazione politica guidata dall'ex Ministro Cecile Kyenge, che promosse la sua liberazione (insieme al fratello Andrea) dal CIE di Modena nel 2012, impedendone l'espulsione.

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Dopo quel traguardo, Senad Seferovic era rientrato a piedi pari nella malavita locale, finendo in arresto anche nell'aprile 2013 per furto di rame. Per quei fatti era sottoposto fino ad oggi alla misura della sorveglianza speciale, la cui infrazione rappresenta un'aggravante all'accusa di furto. Il Tribunale di Modena ha convalidato l'arresto e disposto la custodia in carcere sia per Seferovic che per due degli altri nomadi arrestati, mentre un terzo sconterà la pena ai domiciliari.

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