Tangenti negli appalti delle coop 'rosse', Regione e Policlinico chiedono i danni

L'ospedale modenese ha chiesto 7 milioni di risarcimento ed è stato ammesso, al pari della Regione Emilia-Romagna, come parte civile nel processo che si sta celebrando a Modena dopo l'inchiesta fel 2015 in cui spiccano i nomi di Ccc, Cmb, Coopservice e Cpl

Richieste di costituzione di parte civile accettate e pesanti questa mattina in Tribunale a Modena, dove è partita l'udienza preliminare della maxi inchiesta di gestione del Policlinico di via del Pozzo nel capitolo centrato sulle cosiddette coop 'rosse'. Si tratta dell'indagine amministrativa sul Policlinico ("Last business", scaturita da quella sul reparto di Cardiologia) chiusa il 20 maggio 2015 sull'era dell'ex direttore generale Stefano Cencetti (assente oggi in aula), dal 2007 al 2011, nella quale secondo la Procura le cooperative 'amichè riuscivano ad ottenere appalti pilotati. 

Per i reati contestati, dall'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione passando per abuso d'ufficio e turbativa d'asta, la lista aggiornata conta 50 imputati, tra persone giuridiche e fisiche (solo per le procedure di appello c'è voluta quasi un'ora questa mattina). I sostituti Marco Niccolini e Pasquale Mazzei, grazie alle intercettazioni telefoniche sul caso Cardiologia in particolare, hanno acceso i riflettori sulla ramificazione di vari appalti, a partire da Ccc e Cmb per i servizi complementari al Policlinico e l'edificio di trasferimento, da Cpl Concordia per le centrali termiche a Coopservice per il cosiddetto appaltone da 130 milioni di euro, fino a Siram per la biobanca e a Nex per la fornutira dei prefabbricati. 

Ebbene, il giudice monocratico Eleonora De Marco ha detto si' alla richiesta di costituzione di parte civile sia della Regione, che aveva annunciato a suo tempo l'atto di tutela a suo tempo anche alla luce di tante sollecitazioni politiche, sia del Policlinico di Modena. Se la Regione non ha quantificato le proprie richieste di fronte al gup, il Policlinico ha chiesto sette milioni di euro e in sostanza si è costituito contro tutti gli imputati, anche quelli per i quali non si procede per corruzione.

In particolare, sono gli avvocati degli ex vertici Cpl Concordia Roberto Casari e Nicola Verrini a criticare la costituzione del Policlinico. Per il primo, assente a sua volta oggi in udienza (negli altri processi su Cpl non era mai mancato) a differenza di Verrini, osserva terminata l'udienza l'avvocato Roberto Chiossi, che difende Casari insieme col collega Massimo Vellani: "Chiedono sette milioni, ma avremo certamente modo di far valere le nostre ragioni. Per la costituzione di parte civile ci dovrebbe essere nesso causale tra imputazione e atto risarcibile, ma Casari non deve rispondere nè di atti corruttivi nè di associazione", evidenzia ancora Chiossi. Il merito, in questo caso, è quello delle varianti successive all'appaltone, appunto affidate secondo l'accusa con una certa disinvoltura. Tuttavia, sempre secondo gli avvocati di Casari, l'affidamento in questione consenti' un risparmio all'ospedale universitario del 18,86% sull'appalto. Le parti si ritroveranno in aula di fronte al gup il prossimo 23 gennaio.

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