Processo Cpl per truffa fotovoltaico, lo Stato non chiede i danni

Sollievo per la difesa della cooperativa di Concordia, imputata per fruffa nella gestione di campi fotovoltaici. La Gse, agenzia del Ministero dell'Economia, non si è costituita parte civile

Difese soddisfatte dell'avvio della nuova puntata targata Cpl oggi in Tribunale a Modena, ovvero l'udienza preliminare scaturita dalle indagini su quella che era stata definita "la grande truffa delle rinnovabili in Puglia". L'inchiesta, esplosa un anno fa, riguarda gli impianti fotovoltaici installati da Cpl Concordia e gestiti dalle società nel parco Lama Balice, in provincia di Bari. La Procura, col pm Marco Niccolini, contesta un'associazione a delinquere per 24 imputati (otto impianti sequestrati nel barese e conti correnti congelati per 16 milioni di euro): per la maggior parte di questi si affianca l'accusa di truffa aggravata finalizzata a ottenere ingiuste erogazioni dello Stato, per un paio di casi anche il falso in atto pubblico. 

Di fronte al giudice Andrea Romito, tra gli altri si sono presentati questa mattina affiancati dai loro legali gli imputati Roberto Casari, l'ex presidente Cpl ormai sempre presente in aula a Modena ai processi che lo riguardano, e anche altri ex funzionari del colosso cooperativo di Concordia come Maurizio Rinaldi (ex dirigente finanziario), Claudio Bonettini (ex direttore generale operativo), Luca Costa (ex responsabile dell'ufficio legale). 

All'udienza odierna si è fatto il punto dei lavori e, in particolare, non c'è stata la costituzione di parte civile del Gse, il Gestore dei servizi energetici controllato dal ministero dell'Economia, che le difese paventavano a proposito dei 16 milioni. Inoltre, lo stesso Casari non ha chiesto il rito alternativo, visto che i suoi avvocati ritengono ci siano elementi probatori sufficienti per poter dimostrare l'estraneità ai fatti del loro assistito. 

Ha chiesto invece l'abbreviato Bonettini, difeso da Michele e Massimo Jasonni: il giudice in questo senso non ha fissato date ma i lavori in aula riprenderanno con la prossima udienza il 10 ottobre alle 9.30 (in agenda ce ne sono altre due successive), quando è atteso l'intervento di Niccolini.

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