Materiali ad altissima tecnologia, uno studio Unimore sul magnetismo

Ricercatori dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dell’Università degli Studi di Firenze e della European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) di Grenoble hanno messo a punto nuovo metodo di indagine delle proprietà magnetiche di sottilissimi strati di molecole

Un nuovo metodo di indagine delle proprietà magnetiche di sottilissimi strati di molecole depositate su superfici conduttive è stato messo a punto da ricercatori dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dell’Università degli Studi di Firenze e della European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) di Grenoble (Francia). Lo studio “Mössbauer spectroscopy of a monolayer of single molecule magnets”, pubblicato da pochi giorni su Nature Communications, ha come autori principali il prof. Andrea Cornia, docente del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche di Unimore, ed i colleghi prof.ssa Roberta Sessoli e prof. Gabriele Spina di Unifi. 

Utilizzando la tecnica della spettroscopia Mössbauer (introdotta nel 1958 da Rudolf Ludwig Mössbauer, Premio Nobel per la Fisica 1961) ma rendendola mille volte più sensibile grazie alla radiazione generata da un sincrotrone, i ricercatori sono riusciti a indagare per la prima volta con questa tecnica un singolo strato di molecole magnetiche depositate su una superficie d’oro.

Essenziale per gli esperimenti è stata la strumentazione con prestazioni uniche al mondo disponibile  presso l’ESRF di Grenoble (Francia), che ha consentito di raffreddare i campioni a bassissime temperature e di studiarli con un fascio di raggi gamma radente alla superficie.

“Le potenzialità di questo nostro approccio allo studio delle superfici - ha spiegato il prof. Andrea Cornia, docente Unimore - sono entusiasmanti. La tecnica rappresenta infatti un nuovo potente strumento a disposizione dei ricercatori per sviluppare nuovi materiali di interesse in settori emergenti come le tecnologie quantistiche dell'informazione e la spintronica, la tecnologia che a partire dai primi anni ’90 ha rivoluzionato la lettura dei dati immagazzinati negli hard-disk. Lo studio e il controllo delle superfici risultano però di rilevanza centrale anche in altri importanti settori come la catalisi eterogenea, la sensoristica, l'elettronica, le tecnologie mediche.”

Andrea Cornia è professore associato di Chimica Generale e Inorganica e guida un gruppo di ricerca specializzato nello studio di materiali magnetici a base molecolare presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Vincitore nel 2006 della Medaglia d’Oro Raffaello Nasini, assegnata dalla Divisione di Chimica Inorganica della Società Chimica Italiana, ha all’attivo oltre 180 pubblicazioni.

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