"Franco Battaglia si dimetta da docente universitario"

Un gruppo su Facebook chiede le dimissioni del discusso docente universitario: "Le sue favole rischiano di mettere a repentaglio la salute dell'umanità e feriscono chi, a causa delle radiazione, sta combattendo per la vita"

Nelle ultime settimane, il docente universitario modenese Franco Battaglia ha cavalcato l'onda della notorietà grazie a diverse apparizioni televisive in cui ha calcato la mano esprimendo le sue posizioni pro-nucleare, suscitando la rabbia e l'indignazione di molti. Su Facebook, nella giunga del gruppi contro il professore, è nato "Franco Battaglia va sbugiardato e radiato dall'università", un gruppo finalizzato all'ottenimento delle dimissioni da docente presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

"Non usiamo toni minacciosi, non usiamo parolacce e non vogliamo la sua morte - chiarisce l'amministratrice Alessandra Fenara - vogliamo che lasci ogni incarico e si dimetta dall'Università per le gravissime falsità che ha detto in queste ultime settimane in merito all'energia nucleare, descrivendola come una fonte di energia sicura che, nonostante i disastri di Chernobyl e Fukushima, non ha causato morti o danni alle persone".

Ricordando diverse dichiarazioni di Battaglia (“Zero morti nella popolazione intorno a Chernobyl”,“Chernobyl è una colossale mistificazione mediatica”, “Nessuna conseguenza sanitaria da Fukushima”, “Fukushima aiuterà la ripresa nucleare”), l'iniziativa organizzata dal gruppo prevede l'invio di massa di mail "al rettore, all'Urp e al Crai - continua Alessandra Fanara - Noi vorremmo riuscire a portare a casa il risultato, per noi indegno che lui ricopra carica didocente".

Il vissuto personale dell'amministratrice ha dato la spinta per provare a fare qualcosa di concreto: "Sto combattendo per una metastatasi a seguito di carcinoma tiroideo - scrive Alessandra Fanara nella presentazione del gruppo - La causa, a detta dei dottori del reparto di Medicina Nucleare dell’Ospedale Malpighi - Sant'Orsola di Bologna, può essere dovuta alla mia permanenza a Dusseldorf nel periodo dell’esplosione della centrale di Chernobyl, a 25 anni di distanza. Mi chiedo il motivo per il quale questa persona venga chiamata in trasmissioni a raccontare consapevolmente favole che rischiano di mettere a repentaglio la salute dell’umanità e feriscono chi, a causa delle radiazione, sta combattendo per la vita". 

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