Nomadi rubano cellulare, "fotografati" grazie a un'applicazione

Il sistema di localizzazione satellitare gps e un'applicazione hanno consentito alla squadra mobile della Questura di Modena di rinvenire lo smartphone e di mettersi sulle tracce degli autori del furto

I ladri fotografati dal cellulare rubato

Nei mesi scorsi, ha assunto una certa notorietà sui social network il tumblr "Vita di uno sconosciuto che mi ha rubato il cellulare". In parole povere, una ragazza tedesca in vacanza a Ibiza è stata vittima del furto del proprio smartphone: tornata a casa in Germania, notò come sul proprio account Dropbox (un servizio che consente di salvare dati su computer in rete) fossero state involontariamente caricate alcune fotografie da parte del ladro, un giovane originario di Dubai: come da settaggi impostati su quello che fu il suo telefonino, ogni scatto veniva (e viene tuttora) automaticamente caricato su internet. Ciò ha dato vita al fenomeno virale del sopracitato canale tumblr che documenta per filo e per segno la vita quotidiana del ladruncolo totalmente a sua insaputa. Ebbene, una cosa assolutamente analoga è avvenuta nei giorni scorsi anche a Modena, dove la squadra mobile si è messa sulle tracce di un gruppo di giovani nomadi che, lo scorso ferragosto, ha rubato il telefonino di una ragazza cesenate sulla riviera romagnola. Come? Grazie alle fotografie scattate in remoto dallo stesso cellulare.

Tutto si è svolto nella giornata di Ferragosto: la giovane, incautamente, abbandonò in auto la borsa contenente effetti personali e il proprio telefonino, dotato di sistema di localizzazione satellitare gps e di un applicazione, "Cerberus", che consente di scattare fotografie in remoto con un secondo cellulare. Tali particolarità sono state immediatamente presentate dettagliatamente dalla ragazza in sede di denuncia presso il posto di polizia di Cesenatico, luogo dove si trovava per spendere qualche ora di relax in spiaggia. Dopo qualche giorno di inattività, il telefonino rubato ha riniziato a dare segni di vita: la domenica dopo Ferragosto, il gps si è riacceso a Modena e, grazie al programma Cerberus è stato possibile scattare le foto ritraenti i volti dei giovani ladri, un gruppo di nomadi già noti alle forze dell'ordine. La squadra mobile della Questura è stata immediatamente messa in allerta, e grazie al sistema satellitare, è stato possibile rinvenire il telefonino abbandonato nella borsa a lato di una strada nei pressi di strada Baccelliera. In queste ore, gli agenti sono sulle tracce degli autori del furto il cui modus operandi consiste nel compiere trasferte il fine settimana in riviera per fare razzia di oggetti di valore da rivendere poi in città.

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