Uccise il padre dopo una lite, sconterà quattro anni di carcere

Si trova in cella da ieri per scontare la propria pena il 46enne Davide Savigni, ritenuto colpevole di omicidio preterintenzionale. Spinse a terra il padre 83enne nel fienile della loro abitazione di Sant'Anna di San Cesario

La sentenza di condanna non ha lasciato possibilità a Davide Savigni, il 46enne di San Cesario ritenuto colpevole dell'omicidio preterintenzionale del padre. Ieri i Carabinieri di Modena hanno accompagnato l'uomo in carcere a Sant'Anna, dove dovrà scontare una pena di 3 anni, 11 mesi e 27 giorni di reclusione, che nelle scorse settimane è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Modena.

Il dramma si era consumato lo scorso 4 marzo nell'abitazione della famiglia Savigni, nelle campagne di San Cesario, a ridosso del fiume Panaro. Procura e Carabinieri avevano potuto appurare che la versione fornita dallo stesso Savigni – che era stato il primo a dare l'allarme - corrispondeva a quanto realmente accaduto. Padre e figlio avevano infatti avuto un'accesa discussione, con l'anziano 83enne che aveva brandito un cavicchio e minacciato il figlio di “spaccargli la testa”: qui era arrivata la reazione del 46enne, che aveva afferrato il genitore per un braccio e per il collo, scaraventandolo con la testa contro la parete esterna del magazzino agricolo.

Un gesto che era stato fatale per l'anziano, che aveva perso la vita proprio in seguito al colpo ricevuto al capo nella caduta, ma che anche il Tribunale ha giudicato non intenzionalmente diretto ad uccidere. Da qui la condanna per omicidio preterintenzionale.

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