Sciopero dei trasporti, bus SETA fermi martedì 8 marzo

Quattro ore di sciopero (al pomeriggio) per le sigle sindacali, che protestano contro i turni di lavoro e la riorganizzazione aziendale che ha portato alla riduzione di alcuni compensi

I sindacati trasporti Filt/Cgil, Fit/Cisl, Uiltrasporti, Ugl/Fna e Faisa/Cisla di Modena hanno proclamato 4 ore di sciopero, dalle ore 16 alle 20 (nel rispetto delle fasce di garanzia), per martedì 8 marzo contro la riorganizzazione degli orari, e in particolare contro il regime di turnazione del personale viaggiante imposto da Seta, che sta diventando sempre più insostenibile. 

Negli anni, infatti, la riorganizzazione proposta dall’azienda, a seguito delle modifiche continue del servizio di trasporto pubblico da parte di Amo (Agenzia provinciale per la mobilità), è divenuta via via "sempre più insostenibile dal punto di vista della conciliazione di tempi di vita e di lavoro", spiegano i sindacati.

"Un turno che inizia alle ore 6 finisce alle ore 19.30, con varie riprese nell’arco di un nastro orario di 13 ore e 30 minuti. Un impegno che non consente nient’altro che lavorare - dichiarano le sigle sindacali - Questo prolungato orario di lavoro finisce per avere ricadute negative anche sulla qualità e la sicurezza  del servizio, per l’inevitabile calo della concentrazione alla guida dei bus".

Lavoratori e sindacati contestano anche l’aumento delle procedure disciplinari inflitte ai lavoratori (con conseguenti decurtazioni dello stipendio), per effetto della continua riorganizzazione del servizio, come, ad esempio, le modifiche al programma di esercizio non testate sul campo, che portano ogni giorno tre filobus di 18 metri ad incolonnarsi in fondo a viale Gramsci costringendo l’utenza al trasbordo da un mezzo all’altro. Ai lavoratori nuovi assunti, circa una trentina dal 2014, non viene riconosciuta la contrattazione aziendale di secondo livello con una secca decurtazione di 3/400 euro mensili, a fronte di turni di lavoro che li impegnano su un nastro di 12 ore al giorno. 

Il presidente Bulgarelli di Seta si era impegnato a convocare i sindacati entro febbraio per presentare il nuovo piano industriale, ma ad oggi ciò non è avvenuto. I sindacati sollecitano perciò la proprietà, gli Enti locali modenesi (azionisti di Seta) e la Regione Emilia Romagna ad intervenire quanto prima, sia per discutere il piano industriale che per chiarire il progetto dell’azienda unica regionale. 

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