Sciopero dei bus, alta l'adesione. Proteste sotto il Municipio

Trasporto pubblico paralizzato contemporaneamente in tutte e tre le città gestite da Seta: Modena, Reggio e Piacenza. Per i sindacati ha incrociato le braccia oltre il 90% degli autisti

Altra giornata di disagi oggi per gli autobus di Modena, Reggio e Emilia e Piacenza. Dopo lo stop di quattro ore del 5 ottobre, le sigle confederali e autonome stanno animando un nuovo sciopero (la sigla di base Usb ne ha prenotato un altro, nazionale, per venerdì 10 novembre) contro la gestione del presidente Vanni Bulgarelli e del direttore generale Roberto Badalotti. A Modena in piazza Grande, sotto il palazzo comunale, si è radunata qualche decina di lavoratori dei vari sindacati: si insiste nel chiedere un intervento del Comune così come della Provincia, enti pubblici di riferimento di Seta nel territorio, per tentare di sbloccare la situazione.

L'azienda ha già avuto modo di segnalare che lo sciopero di oggi non solo è inutile ma danneggerà lavoratori e utenti, ormai 'abituatì alle mobilitazioni sindacali non solo a Modena, ma la mobilitazione procede. "E ci saranno sicuramente altri scioperi, se le cose non cambieranno: chiediamo da tempo l'intervento Comune e Provincia ma non c'è stata nessuna risposta per ora", dicono ad esempio diversi autisti della Faisa Cisal in piazza Grande. La stima che forniscono sull'adesione allo sciopero, mentre si dice che Bulgarelli stia trattando di nuovo in queste ore, si aggira intorno al 95-96% a Modena, "molto alta in ogni caso".

"Basta turni non-stop" - GUARDA IL VIDEO

Più tardi arriveranno i dati ufficiali ma "anche da Reggio e Piacenza ci segnalano buone partecipazioni", proseguono gli autisti modenesi. Che ad esempio rispondono ai vertici su un aspetto particolare: "Nessun turno finisce prima delle 13.30, non andiamo a mangiare le tagliatelle come dice Bulgarelli, facciamo anche 'nastri' di 12 ore...".

In generale, si protesta per turni e condizioni di lavoro così come dei mezzi, mentre la trattativa sull'armonizzazione del contratto unico sui tre bacini resta distante. Le organizzazioni dei laboratori parlano di disservizi del trasporto pubblico, bus sovraffollati, ritardi o corse in anticipo, mezzi obsoleti, chiedendo più investimenti sulle corse aggiuntive in certe fasce orarie e "una reale riorganizzazione dei carichi di lavoro", ma pure "nuove assunzioni, visto che si sta lavorando sotto organico a fronte di bilanci in positivo da cinque anni a questa parte".

(DIRE)

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